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Se il ladro è imbranato Danni e aggressioni ma fuga a mani vuote
Scardinano il cancello della Opel, però vengono disturbati Altri dopo il colpo fallito picchiano il giovane che li ha scoperti
LIVORNO. C’è chi tenta di rubare in tabaccheria ma viene “sgamato” dal fornaio della porta accanto. Chi prova il colpaccio al Penny di via Mastacchi, però viene scoperto da un altro cliente. E chi addirittura si scomoda a tal punto da organizzare un furtone in una concessionaria di auto, cercando di sradicare il cancello legandolo a una corda collegata a un furgone, per poi tuttavia essere smascherato e messo in fuga dai vigilantes. Quella fra mercoledì e giovedì è stata una notte decisamente sfortunata per i ladri, che stavolta si sono dimostrati un po’ imbranati...
La scia dei colpi non riusciti in realtà è iniziata mercoledì pomeriggio. In questo primo caso, quello che doveva essere un taccheggio in un discount s’è trasformato in violenza perché i ladri hanno reagito decisamente male al fallimento del furto.
Sono le 15.30 quando due giovani, che secondo alcune testimonianze sarebbero dell’Europa dell’Est, entrano al Penny di via Mastacchi. A un tratto, mentre girano fra gli scaffali, infilano in borsa una bottiglia di un alcolico. Un gesto che viene visto da un senegalese di 40 anni che si trova nel supermercato, a pochi passi da loro. «Non si ruba», esclama l’africano, rivolgendosi a due, che a quel punto sono costretti a rimettere a posto la bottiglia. Poco dopo, i due vanno alle casse, pagano alcuni oggetti, ma prima di andare via, danno una testata al senegalese, che resta ferito. Il gestore del supermercato, informato, non può far altro che chiamare la polizia. Ma i due aggressori scappano e all’arrivo delle volanti sono già spariti.
È merito di un fornaio, invece, il secondo colpo fallito, che avviene alle 2.40 alle Sorgenti. I ladri si mettono di impegno e tagliano, molto probabilmente con delle cesoie, la saracinesca di un tabaccaio. Ma li scopre il titolare di un panificio che a quell’ora è già sveglio, al lavoro. I malviventi, allora si danno alla fuga. L’unica cosa che riescono a fare è portare via una slot machine di quelle da appoggio che tuttavia, si rileva vuota. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Mi piego ma non mi spezzo, invece, potrebbe essere il motto del terzo episodio della saga dei ladri sfigati. È l’una e siamo nella zona industriale di Stagno, al concessionario Opel “EmmePi Auto”: i malviventi studiano bene il colpo. Agganciano una robusta fune al cancello d’accesso al piazzale e con un grosso mezzo (si pensa un furgone) lo tirano fino a provocarne una evidente curvatura. Molto probabilmente i soliti ignoti vogliono entrare nel negozio e fare strage di auto. Ma non ci riescono. Non hanno fatto i conti con la vigilanza privata Liburnia, che proprio a quell’ora fa il giro notturno di ispezione.
La guardia giurata dà l’allarme al 113 della polizia, che arriva con le volanti. Come accertato dagli agenti e poi dal titolare, dalla concessionaria non manca nulla. Vengono trovati e sequestrati solo alcuni attrezzi da scasso lasciati, molto probabilmente dai malviventi per la fretta.
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