Rossi: ecco il mio tris sulle ferrovie «Così daremo un futuro al porto»
In ballo la direttissima con la Darsena Toscana, lo “scavalco” per l’interporto e la linea Colle-Vada Regione e Authority vogliono fare di Livorno uno scalo dove lo sviluppo si baserà sui treni merci
LIVORNO. «Me lo ha garantito di persona il nuovo amministratore delegato delle Ferrovie, Michele Mario Elia: sì, a settembre partiranno i lavori per realizzare il collegamento direttissimo fra la Darsena Toscana e il corridoio ferroviario tirrenico». Parola del governatore Enrico Rossi, di ritorno dall'ultima missione a Roma. «Devono partire anche perché, se non vogliamo perdere gli euro-finanziamenti, – rincara – bisogna che i lavori siano conclusi e rendicontati entro la fine del prossimo anno».
È importante aver dribblato il rischio di finire, come nel gioco dell’oca, per tornare indietro alla casella iniziale solo perché è cambiato il vertice dell’ente che ha in mano l’appalto-chiave: Elia ha preso il posto di Moretti a fine maggio e il riferimento è a un appalto da 33 milioni di euro (più sette per lo “scavalco” verso l’interporto). Di più: nel novembre scorso si parlava di far partire il cantiere nel primo trimestre 2014, e invece è già finito anche il secondo...
Se il presidente torna a insistere sul caso porto è perché pensa che ci sia «proprio bisogno di accelerare». E l'esempio è la questione della trasformazione del “sito di interesse nazionale” (Sin) in una competenza di tipo regionale: «È stata la richiesta numero uno che mi è arrivata dal mondo dell'imprenditoria portuale livornese e la Toscana è stata la seconda a riuscire a mettere in campo questa modifica, dopo il Friuli che peraltro è una regione autonoma». E aggiunge: «Guai se pensassimo di aggirare le leggi ma portare a livello regionale la competenza in questi campo significa sburocratizzare la procedura».
Si scopre l'acqua calda a dire che talvolta perfino per le istituzioni è complicato aver ragione dei tempi morti, talvolta mortissimi, della lentocrazia ministeriale. Figuriamoci cosa accade per un singolo imprenditore privato che deve fare l'iter per un progetto di bonifica: peggio che entrare nel porto delle nebbie. Ne sa qualcosa l'Authority che si è lamentata dei 15 mesi per avere un timbro dal ministero…
«Mi fa piacere che il sindaco di Livorno mostri questo interesse per il porto: ma non si parte dall'anno zero, semmai è utile spingere tutti per ottenere risultati utili». Tutto qui: niente contrattacco al cianuro per chiunque si fosse aspettato un Rossi che rispondesse per le rime al sindaco Nogarin che, sulla sanità, gliele aveva mandate a dire via Facebook in modo pesante: nei confronti del nuovo sindaco pentastellato (che ha speso qualche notte a fare blitz in porto in vista d'un dossier su quel che non va e quel che c'è da fare), la stoccata c’è ma sotto traccia.
Rossi ricorda però che la Regione non fa la tirchia nei riguardi del porto di Livorno: e oltre ai 7 milioni di euro destinati allo “scavalco” (che «trasformerà l’interporto nel retroporto delle banchine») e ai soldi destinati ai binari in Darsena Toscana, ecco che il governatore richiama l’attenzione sui finanziamenti per i dragaggi: «Abbiamo messo da parte 17 milioni di euro per gli escavi nel porto di Livorno: è vero che ne sono stati utilizzati 4, ma ci sono». Come dire: il problema non è la disponibilità finanziaria da parte della Regione bensì semmai l’affanno della burocrazia ministeriale.
Esiste poi un elemento sul quale Rossi insiste per dire che lo sviluppo del porto passa anche dall'asfalto (autostradale): «Ho in mano dati che dicono una cosa incredibile: solo 1,5% delle merci in arrivo a Roma passa da Livorno. Ben venga la crescita del porto come punto di riferimento per l'import-export dai mercati del Nord, ma è un handicap troppo forte la mancata espansione verso sud. E tutto questo ha un nome: stiamo parlando della direttrice tirrenica». Che ha bisogno: 1) dello "scavalco" per l'interporto; 2) della direttissima da/per la Darsena Toscana; 3) dell'ammodernamento della ferrovia Colle-Vada per «permettere al traffico merci di non subire le limitazioni derivanti dalle dimensioni delle gallerie fra Romito e Rosignano».
Ma il governatore tiene principalmente a mettere in evidenza il quarto tassello: l'autostrada. «Del resto, – sottolinea – la carenza di una forte infrastruttura viaria è forse una delle ragioni principali dei problemi di arretratezza della fascia costiera».
Mauro Zucchelli
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