Il Tirreno

Livorno

Il governo armeno vuol valorizzare la chiesa di Livorno

di Roberto Riu
Il governo armeno vuol valorizzare la chiesa di Livorno

Domani tour del sottosegretario Buitoni tra i marmi di villa Fabbricotti, poi un incontro in via della Madonna

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LIVORNO. Gli antichi marmi della chiesa armena abbandonati ormai da decenni nel parco di villa Fabbricotti saranno oggetto domani di una visita del sottosegretario ai beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni.

Il viceministro ha aderito ad un invito del professor Giangiacomo Panessa, che da diverso tempo si adopera per valorizzare quanto resta della settecentesca chiesa di San Gregorio Illuminatore, affacciata su via della Madonna, una storica via che racchiude testimonianze provenienti da mezzo mondo.

Alle 17.15, al termine del sopralluogo, la ex chiesa armena ospiterà un incontro al quale parteciperanno la Buitoni, il direttore dell'Archivio di Stato, Massimo Sanacore, e vari rappresentanti dell'associazionismo livornese operante in campo culturale.

La destinazione di quei marmi e della stessa chiesa degli Armeni, come spiega Panessa, va vista in termini più ampi: «Guardando come al tassello di un vasto mosaico che ci permetta di inquadrare Livorno quale "capitale europea dell'intecultura", proprio partendo dalla straordinaria impronta originaria della nostra città, che per certi versi può essere considerata un "unicum", con tutte le implicazioni legate al turismo che oggi ne possano derivare».

Panessa sottolinea come pure lo stesso governo armeno abbia in animo di valorizzare le testimonianze storiche del proprio popolo presenti nel resto di Europa. Quei marmi giacenti a villa Fabbricotti e la facciata della chiesa sono purtroppo quanto rimane di quell'edificio sacro all'indomani dei bombardamenti alleati su Livorno durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre la comunità armena livornese, nel passato una delle più fiorenti, si è nel frattempo praticamente dissolta.

Quella chiesa proprio poche settimane fa ha compiuto tre secoli: un anniversario che, cent'anni fa, nel maggio del 1914, venne ricordato con un solenne pontificale celebrato dal vescovo Koujnian, presenti anche l'arcivescovo armeno di Calcedonia ed il vescovo di Livorno, monsignor Sabatino Giani. L'impegno di Panessa ha permesso negli anni scorsi di ripulire la splendida facciata barocca della chiesa e ripristinarne la cancellata in ferro battuto.

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