Il sindaco giura senza la giunta
Sorgente vice con delega alla scuola. Nogarin rimanda sugli assessori, si tiene porto e polizia municipale
LIVORNO. Sala gremita, come c'era da aspettarsi. Tanta emozione e qualche intoppo. Clic su clic per la diretta web. Un mare di consiglieri al debutto: 30 su 32. E il bancone della giunta vuoto. Ieri il primo consiglio comunale dell'era a cinque stelle è andato in scena senza gli assessori. Il sindaco Filippo Nogarin si è preso ancora un po' di tempo per fare i colloqui («anche di gruppo...») tra quei 965 che hanno inviato il curriculum al Movimento.
Un nome, però, lo ha fatto. È quello del vicesindaco Stella Sorgente, già anticipato dal Tirreno: 32 anni, docente e musicista, è la più votata della lista pentastellata con 209 preferenze. A lei vanno le deleghe all' istruzione, alle politiche giovanili, alle pari opportunità e all' associazionismo. «Terrò io la delega al porto e alla polizia municipale, forse anche alle partecipate», annuncia poi Nogarin. E a chi, a margine del consiglio, gli chiede se sia una mossa per "marcare a uomo" il comandante Riccardo Pucciarelli in vista di un cambio ai vertici della polizia municipale, alza le spalle e scuote la testa: «Non è per questo, non ci ho ancora pensato». Mentre rispetto alla delega al porto, ripete che lo scalo è per lo sviluppo della città «fondamentale».
Al microfono, dopo aver giurato sulla Costituzione, annuncia l'intenzione di presentare nel pomeriggio quattro o cinque assessori: «Faremo ulteriori colloqui, anche di gruppo, perché è fondamentale che sappiano lavorare in team». Ma in serata dal Comune rimandano tutto a a oggi alle 16.30. In consiglio, per ora, il sindaco snocciola lo schema degli assessorati. Con qualche sorpresa. Come la delega al folclore, che rientra nel pacchetto di cultura, turismo, rapporti con il Goldoni e il Mascagni, forse lo sport. Poi assessorato a urbanista, porto, sviluppo economico e rapporti con l'Università, forse i lavori pubblici, «sicuramente Piano strutturale che faremo ascoltando i comuni vici». Terzo: mobilità, commercio, artigianato, «in modo da avere un unico punto di riferimento, per fare scelte rapide, in settori collegati». Quarto: bilancio e fondi europei, entrate, patrimonio e demanio. Quinto: sanità, sociale, emergenza abitativa, casa. E ancora: lavoro e personale, formazione e informatizzazione; istruzione, politiche giovanili, pari opportunità, associazionismo; ambiente, con la mission dei Rifiuti Zero, insieme a verde pubblico, arredo urbano ed energie rinnovabili.
Nei giorni scorsi è uscito qualche nome di papabili assessori, come l'ex gestore del Kino Dessé Serafino Fasulo, per la cultura. O il velista Francesco Lagirti allo sport. Ma per ora non c'è niente ufficiale. In municipio circola l'ipotesi che Nogarin possa avvalersi di una donna per far quadrare i conti del bilancio. E che l'urbanistica corra verso le mani di un architetto. Potrebbero essere parecchi i non livornesi. «Per alcune deleghe come il bilancio – dice – non fa grande differenza la provenienza, purché ci sia capacità».
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