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IL COMMENTO: un sms di una sola parola
Ora che la Grande Eliminatoria è terminata, è tempo di guardare con ancora più attenzione alle prossime settimane. La questione del “dove” è finita: la maxi carcassa con ciò che resta della Concordia andrà a Genova. Piombino ha detto, scritto, gridato che era in grado di occuparsi del relitto, nei tempi di un primo autunno, invece che nel cuore dell'estate. Ma la decisione è stata un'altra: quelle parole di Piombino (e della Toscana) non sono state decodificate in certezze da parte del governo italiano.
Ora che la Grande Favorita ha vinto, e ora che l'outsider deve rassegnarsi, gli occhi del mondo (e i nostri, di certo) tornano sul Giglio; lì, davanti alla scena del naufragio più assurdo della storia del mare, una gigantesca balena di ferraglia e liquami dovrà innalzarsi e mettersi a galleggiare, liberando l'isola da un incubo e navigando per cinque giorni a una lentezza snervante, fingendo di essere ancora un'imbarcazione. Così ha scelto l'esecutivo di questo Paese, assecondando gli interessi - anche legittimi - di chi pagherà l’operazione-monstre.
Se sul porto di destinazione si fossero accettate scommesse, negli ultimi tempi i bookmakers avrebbero ritirato il banco: tutto era diventato scontato. La speranza è che l'interesse generale sia stato, fino in fondo, la priorità. Perché da oggi il governo Renzi si assume una grande responsabilità. Quella della scelta di un porto che non è vicino. Quella di un viaggio di cinque giorni e non di uno. Quella di una rotta che attraverserà lo scrigno dell’arcipelago toscano, con i suoi tesori da preservare e con la sua natura da non offendere; non un’altra volta.
Per ufficializzare la scelta, Matteo Renzi ha scritto un sms a Claudio Burlando, governatore della Liguria. Sul display c’era una parola sola, “Genova”. Buon viaggio, ma maneggiate con cura e rispetto. Scriviamo un sms di una parola anche noi: “Toscana”.
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