Il Tirreno

Livorno

Col fucile da sub minaccia i passanti poi assale i carabinieri

Col fucile da sub minaccia i passanti poi assale i carabinieri

Ubriaco, a torso nudo, semina il panico davanti al porto All’arrivo dei militari cosparge di benzina la gazzella

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LIVORNO. Sabato pomeriggio, le 17 circa. Al 112 arriva una raffica di telefonate dalla zona di via San Giovanni: c’è un uomo a torso nudo che va in giro puntando contro i passanti un fucile da sub con tanto di fiocina innestata.

La gente è spaventata. L’uomo ha gli occhi come spiritati e parla straniero. Barcolla, suda. Più tardi si scoprirà che è ubriaco fradicio.

Sul posto arriva immediatamente una gazzella dei carabinieri. Alla vista dei militari l’uomo sale su una bicicletta e tenta la fuga verso il porto Mediceo. Supera il ponte, entra in porto, si dirige verso il ponte girevole. La sua corsa finisce all’altezza dell’Andana delle Ancora dove viene raggiunto dai militari.

Ma non finisce il pomeriggio da incubo: l’uomo infatti, col fucile ancora imbracciato, inizia a rivolgere minacce ed insulti ai carabinieri, che cercano di calmarlo rimanendo a distanza visto che hanno la fiocina puntata contro.

Ma lui non si calma, anzi. Ad un certo momento si china verso una barca, afferra una tanica di benzina e tolto il tappo getta il liquido contro la gazzella e contro gli stessi militari. Subito dopo estrae dalla tasca dei pantaloni un accendino e cerca di dare fiamma al carburante.

I carabinieri a quel punto gli si gettano addosso e lo immobilizzano, anche grazie all'aiuto di alcuni passanti che hanno assistito alla scena e hanno formato un capannello.

Nelle tasche dei pantaloni - unico indumento indossato dall’uomo - i militari rinvengono anche due coltelli a serramanico. Ce n’è abbastanza per portarlo prima in caserma per gli accertamenti del caso e poi nel carcere delle Sughere.

Ora, Driss Noumri, marocchino, 53 anni, pregiudicato e senza fissa dimora, dovrà rispondere dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi atti ad offendere.

Giulio Corsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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