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La mamma: ancora non riesco a capire quel che è successo
«Tutto è iniziato un mese fa quando, al ritorno da scuola, mio figlio mi disse che aveva un gran mal di testa...»
LIVORNO. «Sinceramente ancora oggi non mi capacito di quello che è successo: è passato un mese dal ricovero in ospedale di Matteo ma è come se fossero passati tre giorni». Queste sono le prime parole di Alessandra Castagnoli, la mamma di Matteo che prova a raccontarci quanto successo al figlio.
«Matteo – racconta – un mese fa, al ritorno da una giornata passata a scuola, mi disse che aveva un mal di testa, ma proprio un gran mal di testa. Come se stesse per scoppiare, mi diceva. Lì per lì non sapevo davvero cosa fare, poi un’amica mi convinse a portarlo al pronto soccorso e lì gli fecero il prelievo di midollo spinale».
La madre spiega che «subito capirono che era una cosa fuori dalla loro portata» e Matteo, privo di conoscenza arrivò all’ospedale pediatrico Meyer Firenze intorno alle ore 20». Questo mentre Alessandra raggiungeva Firenze in macchina con mister Gassani alla guida e il marito, Fabio Mazzei, istruttore di sub dell’isola di Capraia, si faceva portare all’ospedale fiorentino con un elicottero privato.
«Siamo stati due settimane in ospedale, è stato un susseguirsi di eventi talmente forti che è difficile da raccontare tutto», dice mamma Alessandra ripensando adesso a quei giorni.
«Sta di fatto – aggiunge – che al Meyer non credevano a quello che erano riusciti a diagnosticare al pronto soccorso di Livorno, e cioè che si trattava di un ceppo di meningite non comune».
Era il primo caso in assoluto che gli capitava di quella malattia, è stato detto alla madre. «Hanno rivoluto il liquor per poter fare un test anche loro e hanno visto che a Livorno non si erano sbagliati, ma erano stati tempestivi in tutto».
E dopo? «Dopo 16 giorni ci hanno rimandato a casa, dicendo che Matteo poteva tornare a fare quasi la sua vita di prima: niente mare nelle ore più calde e niente strapazzi. Però poteva tornare a giocare a pallone: vederlo tornare in campo e segnare è stato indescrivibile. Adesso aspettiamo i risultati di altri esami e fino al 10 luglio non possiamo andare in Capraia, le cose torneranno come prima ad agosto probabilmente, ma vederlo giocare di nuovo è una cosa che solo poche settimane fa pareva impossibile».
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