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«Qui il legame con il ciak è più forte»
CASTIGLIONCELLO. Per lei che lo ha respirato in casa, come è stato in passato il rapporto di Castiglioncello con il cinema? «Questo non è mai stato un centro del cinema, nel senso che qui non si...
CASTIGLIONCELLO. Per lei che lo ha respirato in casa, come è stato in passato il rapporto di Castiglioncello con il cinema?
«Questo non è mai stato un centro del cinema, nel senso che qui non si giravano film. Semplicemente direi che negli anni Sessanta, anche grazie alla presenza di mia madre, si è creato un gruppo di registi, sceneggiatori, autori che gravitavano nella zona».
Una serie di incastri che ha portato la Perla ad accogliere personaggi della celluloide.
«Mia madre lavorava molto in estate e le tornava bene lavorare in gruppo. Così gli altri autori venivano in zona, andavano negli alberghi. Contemporaneamente c'erano altri affezionati alla località, per esempio la famiglia Valori, la cui figlia Bice poi sposò Paolo Panelli e i due continuarono a venire in vacanza. La coppia era molto amica dei Mastroianni, e infatti ambedue le famiglie comprarono casa qui. Poi sono arrivati Sordi, che in realtà d'estate girava e al limite veniva in zona il 15 agosto ma soprattutto in inverno, e Visconti e Zeffirelli da mia madre. E poi Gassman e la sorella. Un periodo culminato con Il Sorpasso».
Un binomio tra il cinema e Castiglioncello, che dagli anni Settanta è sembrato affievolirsi. Ma che invece negli ultimi anni sta tornando alla ribalta, ci sono registi e attori che scelgono di prendere una casa estiva sul Promontorio e sempre più spesso la Perla diventa un set.
«Diciamo che dopo un periodo d'oro sono cambiati i tempi. Ma va detto che Castiglioncello da alcuni anni sta dimostrando un grande interesse per il cinema, come dimostra anche l'iniziativa "Parlare di cinema" e la nascita del centro studi Commedia all'Italiana. Inoltre qui c'è uno storico cinema che vuole restare aperto a tutti i costi. Diciamo che l'attaccamento con il mondo della celluloide qui è più marcato che altrove».
Quali sono le differenze fra il periodo d'oro del cinema per Castiglioncello e il ritorno di fiamma a cui si assiste da alcuni anni?
«Negli anni Sessanta i registi non giravano in zona, venivano in villeggiatura. In passato le vacanze erano diverse, anche mia madre con i colleghi non sembrava lavorare: con Flaiano, Age e Scarpelli parlavano a lungo e facevano gite. Era fondamentale lavorare insieme, confrontarsi molto su dialoghi, cosa che adesso non so quanto gli sceneggiatori facciano. Invece adesso a Castiglioncello registi e attori vengono sì in villeggiatura, ma secondo lo stile mordi e fuggi, però a differenza del passato la zona è diventata più spesso set per alcuni film».
Perché questa innegabile attrazione ?
«Perché questo è un luogo piacevole e riposante. Non è un posto dove si concentra la villeggiatura di massa».(a.c.)
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