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Vertenza: su Puntone del Vallino il nuovo sindaco dia una svolta

Vertenza: su Puntone del Vallino il nuovo sindaco dia una svolta

LIVORNO. «Puntone del Vallino e cava del Gozzone: gli ultimi inganni delle vecchie giunte»: si apre così il volantino di protesta che i comitati ambientalisti livornesi, riuniti sotto il nome di...

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LIVORNO. «Puntone del Vallino e cava del Gozzone: gli ultimi inganni delle vecchie giunte»: si apre così il volantino di protesta che i comitati ambientalisti livornesi, riuniti sotto il nome di Vertenza Livorno, hanno distribuito ieri mattina all'ingresso di Palazzo Civico.

Due casi apparentemente lontanissimi: il primo riguarda la superficie, a nord-est della città, compresa tra il torrente Ugione, l'area produttiva di Vallin Buio, la strada provinciale delle Sorgenti e il piccolo agglomerato di case che sorge proprio davanti al Cisternino; il secondo, invece, interessa il famoso “Piano cave”, adottato dalla Provincia il 10 gennaio scorso (e che il 31 maggio ha incassato il parere favorevole di compatibilità ambientale da parte della giunta provinciale, nonostante in aprile il Comune di Rosignano avesse manifestato i propri dubbi), con il quale si dà il via libera all'apertura della cava di Gozzone, nel tentativo di salvare la Donati-Laterizi.

Due casi che hanno in comune i problemi ambientali e che preoccupano non poco i cittadini: «L'arroganza politica non ha limiti», denuncia Katia Perini, esponente di Vertenza. «Chiediamo al nuovo sindaco di prendere le distanze ed aprire una nuova fase».

Il riferimento è al piano livornese dato che l'approvazione definitiva del piano attuativo di Puntone del Vallino e della relativa variante al regolamento urbanistico deve ancora essere espressa dal consiglio comunale. L'area in questione sarebbe destinata ad attività produttive, industriali e nocive già dal regolamento urbanistico del '99 ma serviva un Piano attuativo per trasformarla a tutti gli effetti. Il Piano attuativo – che è d'iniziativa privata ed è quindi stato presentato dagli stessi proprietari delle aree nell'aprile del 2009 – è stato esaminato dagli enti competenti in materia ambientale che hanno rilevato la necessità di alcune modifiche, vincolanti per l'approvazione definitiva. Nonostante il Comune ne abbia accolte alcune con la delibera di giunta del 30 maggio e la valutazione ambientale (Vas) non sia ancora conclusa, gli stessi cittadini non si dicono soddisfatti: «Non vogliamo altri siti inquinanti e pericolosi sul nostro territorio che, tra Rari, Lonzi, Eni, inceneritore e rigassificatore è saturo», insiste Perini.

Maria Giorgia Corolini

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