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Livorno

Prima intervista al sindaco Nogarin: ecco come sarà la giunta a cinque stelle

Juna Goti
Prima intervista al sindaco Nogarin: ecco come sarà la giunta a cinque stelle

Livorno: il primo cittadino (M5S) cambia lo schema degli assessorati: in 900 hanno inviato il curriculum. Sui temi più importanti referendum a portata di clic. Sterzata su piscine e Caprilli - LEGGI "Il Comune di Livorno pronto ad acquistare la Porto 2000"

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LIVORNO. Una lavagna accanto alla scrivania. Le piantine del porto aperte sul tavolo di legno, vicino ai divani rossi. Una boccetta di sciroppo «rigorosamente omeopatico» sulla prima mensola della vetrina per ora vuota. E le aste con le bandiere di Livorno, dell’Italia e dell’Europa. Forse tra qualche giorno arriveranno anche quelle del Tibet e della pace. «Datemi il tempo di personalizzare un po’ la stanza, nei prossimi cinque anni sarà la mia casa...».

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Il sindaco Filippo Nogarin parla dall'ufficio al primo piano del Comune. Quello che si affaccia su piazza Civica e che fino a dodici giorni fa era di Alessandro Cosimi. Dodici giorni a ritmo frenetico, tra incontri fuori e dentro gli uffici comunali, pedalate in bici da un appuntamento all’altro o spostamenti in auto. Non quella blu, che ha dato mandato di dismettere, ma la sua Audi. «Auto bianca del sindaco di Livorno», c'è scritto sul pass con il logo del municipio comparso ieri sul parabrezza. «Prenderò un mini monolocale in città – sorride – per fare almeno una doccia e dormire, perché andare su e giù da Castiglioncello sta diventando impossibile».

Nogarin: "Il comune è pronto a comprare la Porto 2000"

Oggi Nogarin è l'ingegnere-sindaco solo al timone dell'amministrazione a 5 stelle. Ma il 30 giugno, quando si riunirà il nuovo consiglio comunale, presenterà la squadra.

Sindaco, a che punto siete con gli assessori?
«Sa in quante persone ci hanno inviato il curriculum? Novecento...».

Ma non le incontrerà certo tutte…
Tira fuori una cartellina rossa dal cassetto e sorride: «Insieme alla commissione abbiamo fatto una prima scrematura importante. Qui dentro c'è già qualche nome da sentire, abbiamo iniziato i colloqui. Ma tanto di nomi non gliene faccio. Le posso dire che ce ne sono anche di altisonanti, ma non è a questo che stiamo puntando. Puntiamo su persone anche anonime, che hanno un eccellente curriculum».

Con quali criteri state scegliendo?
«Abbiamo ancora dieci giorni di lavoro, la prima scrematura è stata fatta in base al curriculum. È chiaro che chi aveva due o tre lauree e conoscenza delle lingue o competenze specifiche in alcuni settori è passato avanti».

nogQuanti e quali assessorati ha in mente?
«Sono orientato verso questo schema. Primo assessorato: turismo, cultura e sport, anche se sto riflettendo sulla possibilità di tenere da solo lo sport. Di certo turismo e cultura non possono più essere divisi. Poi mobilità e commercio, da collegare forse all'ambiente: la scelta è dettata dal fatto che il piano del traffico, su cui abbiamo da subito fatto un grosso investimento, si lega fortemente all'attività commerciale. Insomma, stiamo parlando di aspetti che devono essere in mano alla stessa figura, che deve avere un quadro di insieme. Quindi il terzo assessorato: urbanistica, porto e sviluppo economico, collegato ai rapporti con l'università. Un assessorato importantissimo».

Diciamo pure il super assessorato: il nome è già nella cartellina rossa?
«È uno dei nomi nella cartellina rossa, valuteremo. Poi sociale ed Erp, insieme. E un altro assessorato importantissimo che vedrà l'unione di bilancio e fondi europei, che non possono prescindere l'uno dall'altro. Quindi lavoro e personale: per questo assessorato stiamo pensando a una figura che abbia grande capacità di dialogo con i sindacati».

Anche un sindacalista?
«Potrebbe essere. Restano l'assessorato alla scuola, un pacchetto unico considerando l'importanza del settore. E l'ottavo assessorato: sport o ambiente, più probabile ambiente, considerando anche il collegamento alla politica rifiuti zero».

Terrà per lei qualche delega?
«È probabile, ci sto lavorando».

Prime due grane sul tavolo dell'amministrazione: piscine e ippodromo. È vero che ha proposto a Officina dello Sport, la società che gestisce le vasche pubbliche (chiuse da lunedì), una super penale giornaliera in caso di ritardo nei lavori di ristrutturazione?
«Non è una possibilità, è già scritto. Un accordo quadro con Officina dello Sport per garantire che allo scadere della cassa integrazione per i dipendenti, 4 novembre, i lavori siano conclusi e quindi ripartano tutte le attività. Domani firmiamo la convenzione con la società. Il primo novembre voglio fare il bagno in piscina. Ho chiesto alla dirigenza del Comune di inserire una clausola che penalizza la società dell'1 per mille del valore dell’investimento per ogni giorno di ritardo nella consegna degli impianti: 3mila euro al giorno, dal 30 ottobre. Vedrà che finiranno in tempo... Da una parte l'amministrazione ha tutto l'interesse che i lavori siano fatti bene e nei termini, dall'altra la stessa OdS ha la necessità, per non perdere la stagione, di far sì che questo non avvenga oltre il 30 ottobre. E allo stesso tempo finalmente i cittadini vedranno eseguiti nei tempi stabiliti dei lavori finanziati con soldi pubblici e anche privati. Le ripeto, una data certa: primo novembre tutti in piscina. Poi è chiaro che non si apre tutta la struttura quel giorno. C'è un accordo dettato dal buonsenso: una parte dell'impianto, la palestra della Bastia, potrebbe aprire prima. Ci saranno una serie di step. Come vede ho ereditato questa grana e l’ho risolta in pochi giorni».

mmmMa Officina dello Sport è d’accordo? E le penali riguardano la società che gestisce o le ditte che faranno i lavori?
«OdS è la stazione appaltante e il nostro interlocutore, è a lei che il Comune proprietario degli impianti si rivolge. È chiaro che questa cosa ai rappresentanti della società va un po' stretta, ma non abbiamo dato loro modo di uscire da questi paletti. Vogliamo creare un modello di relazione a garanzia del cittadino, che deve vedere nel rispetto dei tempi e nella garanzia del buon risultato i tasselli fondamentali».

E l’ippodromo?
«Alfea, come sapete, ha fatto ricorso al Tar, che il 27 giugno si esprimerà sulla richiesta di sospensiva del nuovo bando per l’affidamento del Caprilli (per il quale si sono già fatti avanti due soggetti). L’amministrazione comunale, quando ha fatto il bando di urgenza perché la struttura non andasse in malora, si è mossa verso un affidamento di tre anni, rinnovabile. Ma è su questo che io, da subito, ho posto l'attenzione. Considerando anche la sospensiva pendente, ho fatto annullare l’attuale bando di affido, per riproporlo con una modifica sostanziale: accorciare da tre anni a uno la gestione d’emergenza. Questa misura ci consentirà di salvare in ogni caso le prossime corse. Nell’interesse del patrimonio immobiliare e dei lavoratori».

Si dice che stia passando parecchie ore in porto. È vero che ha fatto un tour con Piccini (Porto 2000) e che presenterà il conto a Gallanti (Autorità portuale)?
«Ho fatto un tour con tutti, da tutte le parti. E sto facendo incaz... tutti, si vede che mi sto muovendo bene. Sto preparando un dossier sul porto. Lo porterò in conferenza stampa per mostrarlo direttamente alla cittadinanza, così da permettere a Gallanti di operare le scelte migliori nel prosieguo del suo mandato... Ci sono fotografie, filmati, quote batimetriche, cose attorno alle quali non è possibile dire farò, avrei fatto, non faccio...».

Parla spesso di cittadinanza e partecipazione. Su Fb ha postato anche un appello ai livornesi al “governare insieme”. Ma in concreto come?
«Ho già dato mandato al centro elaborazione dati del Comune di studiare il fatidico referendum deliberativo senza quorum. Si potrà chiedere alla cittadinanza di esprimere un parere sui grandi temi che hanno a che fare con la città. Democrazia partecipata a costo zero, niente macchina costosa con scrutini: con sistemi telematici, elettronici, con un sistema di sicurezza simile a quello della transazione bancaria, magari sul cellulare, potremo avere il parere dei livornesi. Chiederò al consiglio comunale di modificare il regolamento sui referendum e quindi far sì che tutto questo diventi possibile»

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