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Livorno

Trovato morto dalla madre nel garage

Trovato morto dalla madre nel garage

La scoperta all’alba. Stefano Croci, 37 anni, era dipendente della Magna di Guasticce. La sera prima era uscito con gli amici

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LIVORNO. L’ha trovato la madre. È entrata nel garage di casa all’alba e ha scoperto una realtà che mai avrebbe voluto vedere. Il figlio di 37 anni, Stefano Croci, operaio alla Magna Closures di Guasticce, era morto.

Prima delle 6 di martedì 17 giugno la donna si è resa conto che il figlio, residente a San Lorenzo alle Corti, non era tornato a dormire. Sapeva che era andato a Pisa per i fuochi di San Ranieri con gli amici. Preoccupata,è entrata nel garage rimasto aperto. Qui ha trovato il figlio, seduto su una sedia. Non dava segni di vita. Ha cercato di rianimarlo mentre altri familiari avevano chiamato un’ambulanza del 118, arrivata dalla Pubblica assistenza di Cascina. Ma l’aiuto dei soccorritori non è servito.

Stefano Croci, cascinese, era grande tifoso del Pisa, non poteva rispondere a quelle voci disperate che cercavano di ottenere da lui anche una minima reazione.

Sul posto, in una palazzina a San Lorenzo alle Corti, sono arrivati i carabinieri. I controlli effettuati nel garage hanno indotto a pensare che la situazione non era chiara anche se l’operaio è stato ucciso da un malore. Tutto è avvenuto in maniera così improvvisa che l’operaio non ha avuto neppure il tempo di chiedere aiuto.

Saranno l’autopsia ed eventuali esami tossicologici a chiarire le cause della morte del giovane. I carabinieri di Navacchio stanno verificando cosa Croci abbia fatto prima della tragedia e cosa potrebbe essergli stato fatale.

Nella giornata di martedì 17 i militari hanno sentito i familiari della vittima per capire come l’uomo ha trascorso le ultime ore di vita e soprattutto per conoscere le sue abitudini.

È stato controllato anche il telefono cellulare di Croci: servirà per capire quali sono stati gli ultimi contatti che ha avuto prima di lasciare Pisa o di tornare a casa.

Intanto gli amici e i colleghi di lavoro della Magna, venuti a sapere della tragedia, hanno scritto numerosi messaggi sulla sua bacheca Facebook. Brevi pensieri, saluti, testimonianze di chi non stenta a credere alla morte improvvisa dell’amico. Lui così energico, solare, sempre pronto a scherzare. Lui che se n’è andato dopo una notte di allegria, la zuppa con gli amici, i cori da stadio durante i fuochi d’artificio, un gioco di Peppa Pig acquistato per la nipote. Nessuno poteva immaginare che finisse così. Sulla tragedia è stata aperta un’inchiesta dalla Procura della Repubblica di Pisa.

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