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Lì faceva il bagno Maria Luisa Borbone
Costruito da Cerbone Squarci è stato simbolo della Belle Epoque livornese
LIVORNO. Eleganti signore in abito lungo con cappellino camminano sul pontile in muratura tutto imbandierato, mentre, poco lontano, alcuni giovanotti con paglietta, completo estivo e bastone da passeggio chiacchierano fra di loro: ecco una scena tipica dell'estate livornese di fine Ottocento-primi del Novecento, in piena Belle Epoque, che possiamo ritrovare ai Bagni dello Scoglio della Regina, così come negli altri stabilimenti balneari del nostro litorale, raffigurati in cartoline di quel periodo.
L'impianto dei Bagni dello Scoglio della Regina risale al 1846 quando Cerbone Squarci chiede alle autorità granducali di innalzare alcune baracche per le bagnature raggiungibili attraverso un pontile in legno che sarà sostituito otto anni dopo con un altro in muratura. Nel 1855 fu poi autorizzata la costruzione di un primo fabbricato, dove si potevano fare i bagni caldi, che venne quindi ampliato nel 1879 facendo posto anche a locali per uso abitativo raggiungendo così la configurazione odierna.
Nelle immagini d'epoca è possibile osservare che lo stabilimento si allungava sul mare mediante una sorta di pontile in legno munito di tettoia e palafitte: un tipo di struttura che vediamo raffigurata anche in altri bagni livornesi.
Ma perché "Scoglio della regina"? L'origine del nome viene fatta risalire al fatto che in quella zona, agli inizi dell'800, erano solite fare i bagni di mare, dapprima Maria Luisa di Borbone-Spagna, regina di Etruria, e poi Elisa Bonaparte Baciocchi, principessa di Lucca e di Piombino, oltre che granduchessa di Toscana. Non è d'altronde un caso se nel 1814, esattamente due secoli fa, il medico francese Pierre Guigou pubblica a Livorno il trattato "Memoire sur la topographie de Livourne et ses bains de mer" ponendo l'attenzione sulle peculiarità terapeutiche dei bagni di mare che esistevano nella nostra città sin dalla fine del '700 ad opera di Paolo Baretti, console di Sardegna.
Per tutto l'800 sul litorale livornese sarà poi un vero fiorire di stabilimenti balneari attraendo villeggianti dal resto d'Italia e dall'estero: come i bagni Palmieri (poi Acquaviva), i Pejani (già Onde del Tirreno, nome ripreso di recente), ed i Pancaldi, mentre risalgono ai primi del '900 i bagni Lido ed i bagni Fiume. La zona litoranea, che si arricchisce intanto di imponenti edifici privati e di importanti strutture, come l'Accademia navale ed il Grand Hotel Palazzo, si trasforma completamente segnando così il passaggio "da costa vigilata a promenade", come recita una pubblicazione realizzata nel 1993 da Paolo Castignoli, già direttore dell'Archivio di Stato, in cui si traccia l'evolversi dell'antica "Strada dei cavalleggeri" in una elegante passeggiata a mare lungo la quale, sulla Spianata dei cavalleggeri (ora Terrazza Mascagni), sorgeva l'Eden Montagne russe, un parco dei divertimenti che, sino ai primi del '900, fu uno dei simboli dell'estate livornese.
Roberto Riu
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