Italia
Solo una new entry per il rottamatore
Confermati 4 assessori, unica novità Libera Camici: è “assessore al dialogo”
COLLESALVETTI. Il sindaco “rottamatore” Lorenzo Bacci abbassa di qualche mese l’età media della giunta ma, adesso che ha cinque anni di esperienza sulle spalle, vara una squadra di assessori riconfermati, così come avveamo anticipato ieri. Gli assessori al suo fianco scendono da 7 a 5 secondo legge, tutti Pd in base alla regola per cui hanno un assessore solo le liste che riescono a entrare in consiglio: dunque, strada sbarrata sia all’ex vicesindaco Alberto Benedetti (Rifondazione) sia all’ex assessore Benedetto Tuci (Idv). Con una sola novità in casa Pd: esce di scena Massimo Minuti (che aveva fatto due mandati) e entra Libera Camici, 33 anni, impiegata del settore commercio. Il suo è una sorta di “assessorato al dialogo” («con le piccole imprese, con i negozi, con l’associazionismo, con i consigli di frazione, con i giovani»).
Ma in realtà non mancano le novità anche nelle deleghe, e non solo perché c’è da redistribuire quelle di due assessori in meno. Cresce fortemente il ruolo di Riccardo Demi, che all’ambiente ora assomma anche «assetto, salvaguardia e sviluppo del territorio». Andrea Crespolini a patrimonio e finanze aggiunge l’innovazione tecnologica, il personale e le società partecipate (erano di Tuci). A Donatezza Fantozzi restano cultura, scuola e politiche socio-sanitarie. Renato Menicagli si occuperà di viabilità, lavori pubblici, infrastrutture ma soprattutto manutenzioni e decoro urbano: una delega che sembra presa pari pari dal programma di Marco Ruggeri per Livorno.
Bacci non lesina gli attestati di stima a Ruggeri e al tempo stesso figurarsi se si tira indietro quando ha da dire la sua sul terremoto elettorale di Livorno. Dito puntato contro la differenza del risultato ottenuto nello stesso giorno con gli stessi elettori e negli stessi seggi fra l’urna delle europee e quella delle comunali. A Livorno il divario choc è il segno – afferma – che il voto locale «prima che una vittoria altrui, è stato un referendum contro il Pd».
A Colle questo non è successo. «Anzi, – rivendica – confermando il 56% che avevamo cinque anni fa abbiamo raggiunto uno standard che ci mette all’altezza di realtà rossissime come Piombino, fra le più rosse del Paese».
Il motivo, secondo Bacci, è soprattutto uno: «Mai fatte grandi promesse roboanti, mai detto soltanto sì tanto per tener buona la gente. La crisi ha costretto anche a dire no, ma l’abbiamo fatto spiegandolo ai cittadini: ascoltando le loro esigenze e argomentando le nostre decisioni».
In tutto l’incontro parlerà solo Bacci, ma il tentativo è quello di uscire dall’ “one man show”. Ecco perché è insistita la sottolineatura del ruolo della “squadra”, compresi i dipendenti comunali radunati nella sala. E ai Cinque Stelle, cosa dice? «Porte aperte a chi vuol portare un contributo, le differenze non fanno paura».
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