Italia
I dirigenti dei circoli Pd ancora sotto choc fra rabbia e dimissioni
«Abbandonati dall’alto per poter fare piazza pulita» De Filicaia: dobbiamo mettere il nostro “punto e a capo”
LIVORNO. Dopo lo tsunami elettorale inizia la conta dei danni in casa Pd e soprattutto arriva il momento di ricostruire ciò che resta dopo il ballottaggio choc. Nella riunione con i segretari dei circoli, mercoledì sera, si sono scontrate le varie correnti interne. «Nella mia relazione ho ribadito che c’è il bisogno di fare un “punto a capo”», dice il segretario cittadino Jari (che ha messo a disposizione l’incarico). «Non giudico negativamente l'operato di nessuno: so che tutti hanno dato il loro massimo, come del resto ho fatto io».
Eppure non tutti sono d'accordo nel fare un passo indietro. Alcuni (almeno tre) segretari di circolo hanno chiaramente detto che loro non ci stanno a dimettersi prima che venga presa una decisione dall'alto. «Non mi sento responsabile per quel che è successo, quando Livorno è stata abbandonata dalla Regione», dice Edy Simonini, segretaria del circolo San Marco-Pontino. «Ho dato le dimissioni ma sono state rifiutate all'unanimità», sottolinea Cristina Lucetti, segretaria del circolo storico di Corea. «Mercoledì si è aperta una discussione, dovremmo confrontarci».
«Abbiamo perso ed è una sconfitta che brucia, ma la domanda è come mai Livorno non è stata aiutata», continua Simonini: «La sensazione è che siamo stati abbandonati dall'alto per fare piazza pulita».
Torna sul piatto il tema dei renziani vs cuperliani. Nei circoli la tensione sale e chi prima dell'8 dicembre era in minoranza sembra stia preparando la rivincita. Al tempo stesso, però, di fronte alla batosta si moltiplicano le voci di quanti ripetono che pensare ancora ai renziani contro i cuperliani è un concetto «ormai superato» e sarebbe il momento di fare spazio ai giovani.
«Qui occorre mettersi in discussione, aprire un percorso nuovo e io credo che ci sia bisogno di qualcuno che sappia leggere la situazione in maniera analitica e asettica». Lo dice De Filicaia segnalando la necessità di «un punto di vista esterno e obiettivo» («siamo tutti troppo coinvolti emotivamente, servono toni meno appassionati di chi ha vissuto in prima persona la sconfitta»).
L'ipotesi commissariamento si fa sempre più vicina: c’è chi la guarda con sospetto e chi condivide a grandi linee la posizione di De Filicaia. «Dobbiamo fare tutti un passo indietro, nel mio circolo c'è sempre stata collaborazione tra renziani e non», dice Marcello Canovaro, segretario del circolo Stazione. «Ma il punto non è questo: si devono affrontare le questioni strutturali che non ha saputo risolvere l'amministrazione Cosimi, e pensare a un lavoro di opposizione al fianco dei cittadini».
Il futuro è dietro l'angolo: il prossimo anno il Pd dovrà vedersela con le elezioni regionali. «Bisogna capire dove sono andati i voti e ragionare su come recuperarli», spiega De Filicaia. Domenica incontrerà i vertici della Regione: «Poi vedremo quando ci sarà il congresso: le mie dimissioni sono già sul piatto ma per formalizzarle aspetterò l'assemblea di partito».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
