Italia
Il segretario del Pd dà le dimissioni «Abbiamo fallito, ripartire da zero»
Yari De Filicaia dopo la batosta elettorale: "Ora toccherà all’assemblea decidere, faremo un’opposizione seria, ma sono preoccupato per il futuro di Livorno"
LIVORNO. Yari De Filicaia ha presentato le dimissioni da segreatario comunale del Pd nelle ore successive alla sconfitta del centrosinistra al ballottaggio con i Cinque Stelle. Ad annunciarlo è lo stesso (ex) segretario. «Le mie dimissioni sono già sul tavolo da domenica sera, mi sembrava un gesto doveroso dopo il risultato. Occorrerà vedere come espoicitarle, e che cosa la direzione dell’assemblea penserà opportuno per il partito». Per domenica prossima è in programma un faccia a faccia con il segretario regionale Dario Parrini: «Vedremo cosa uscirà fuori», commenta De Filicaia.
Sul possibile futuro del Pd a Livorno e sulla possibilità di una scalata renziana all’interno spiega: «Abbiamo la capacità di fare una riflessione serena, non è il caso di mettere il carro davanti ai buoi. Esiste un Renzi tutto il resto sono narratori». Sulla sconfitta: «Innanzitutto non mi aspettano l’exploit enorme dei grillini, senza dubbio l’abbraccio tra la Amadio e Nogarin è eloquente. Destra ed estrema sinistra si sono unite, ad oggi sono preoccupato per la mia città. Di certo loro non hanno rubato niente, a loro l’onere e l’onore di governare Livorno, certamente noi faremo un’opposizione seria e non come quella blanda fatta in questi anni».
De Filicaia fa anche una riflessione sui 70 anni di governo della sinistra in città. «Nella sconfitta che abbiamo subito - ammette- ha influito il fatto che ci abbiano visto come il partito di governo degli ultimi 70 anni. Ma su questo si potrebbe aprire un libro, perché il Pd non esiste da 70 anni, limitandosi agli ultimi 5 anni è naturale che la crisi e alcune scelte sbagliate abbiano determinato il crollo, non è passato il messaggio del rinnovamento. Mi assumo la responsabilità di essere il segretario che non ha vinto le elezioni, è un segno evidente che le cose non sono funzionate, dirò a tutti di fare un passo indietro e di ripartire da zero». Infine sulla possibilità di dimettersi all’indonani del primo turno quando il Pd ha perso quasi 17 punti alle amministrative rispetto alle elezioni Europee taglia corto. «È una riflessione stupida, come del resto lo è chi l’ha fatta, personalmente non avrei fatto questa scelta. Diciamo che ha avuto il peso che ha avuto».
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