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Contestato Cosimi: “Vai a casa”
L’ex sindaco risponde alle critiche mentre esce dal municipio: “Vieni a dirmelo in faccia”. Poi se ne va nell’indifferenza della folla
“Vai a casa”, gli urlano. Alessandro Cosimi sbuca da una porta laterale del Comune che è da poco passata mezzanotte. Era entrato da sindaco, per l’ultima volta, mentre lo scrutinio era in corso. Ora esce da semplice cittadino. Qualcuno lo vede, mentre accompagnato da un vigile cammina verso il garage del municipio. Cosimi replica: “Vieni a dirmelo in faccia”. “Vattene”, continuano a gridargli. Sono pochi, quattro, cinque. Lui insiste: “Sono qui, dimmelo in faccia”. I toni si calmano da soli, mentre pochi metri più in là, sotto la scalinata del Comune, i cori per Filippo Nogarin prendono il sopravvento.
L’ex primo cittadino con passo stanco e la faccia pensierosa entra nel garage, sale a bordo del suo mini suv bianco, fa retromarcia e se ne va. Proprio davanti al palazzo vecchio sale lentamente sul cordolo mentre la folla guarda in alto aspettando che Nogarin si affacci per un saluto. L’auto passa piano, quasi avesse il rallenty, nessuno però si accorge di chi c’è al volante: anche in questo flash è racchiusa la portata storica di questa notte livornese.
Precedentemente Cosimi aveva fatto gli auguri a Nogarin: «Non l’ho votato ma gli auguro di poter governare bene, meglio di quello che abbiamo potuto fare noi con i tagli, spero che ci sia superamento del patto di stabilità e sono sicuro che la condizione attuale del nostro bilancio gli consentirà di fare bene qualora il patto di stabilità sia superato. Ingenuamente ma sinceramente gli dico che se avrà bisogno di parlare col sindaco vecchio noi saremo a disposizione».
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