Il presidio
Così si compatta il fronte anti-Pd
Cannito: «Votare secondo coscienza o Nogarin». I candidati sindaci si schierano (quasi) tutti contro il partito di governo
LIVORNO. «Al ballottaggio votare secondo coscienza o votare Nogarin». Dopo alcuni giorni di riflessione, anche Città Diversa, la lista civica guidata da Marco Cannito che al primo turno ha incassato più di 5mila voti, ha preso posizione in vista del ballottaggio. Una posizione articolata, che comunque boccia il Pd. Così ora – se si escludono Forza Italia, che ha deciso di non dare indicazioni, e il Partito comunista dei lavoratori, che per bocca della segretaria nazionale giudica «scandaloso» l’appoggio della sinistra livornese al Movimento di Grillo – i candidati e le forze che avevano sfidato il Pd al primo turno fanno quadrato contro Marco Ruggeri e la coalizione di centrosinistra (Pd, Sel, Idv, Psi-Confronto, Livorno decide, che insieme hanno preso il 40%, 34mila voti). E il candidato a 5 Stelle, Filippo Nogarin (19%, 16mila voti) sorride e dichiara all’Ansa: «La città mi sta abbracciando».
Città Diversa dice no al Pd. Cannito rientrerà in consiglio comunale: il 25 maggio ha preso circa 5.400 voti come candidato sindaco (6,34%), circa 4.200 considerando Città Diversa. La lista nel 2009 era stata l’unica certificata a 5 stelle. Così ora non è difficile immaginare che almeno una parte del suo elettorato l’8 giugno decida di seguire l’indicazione di barrare la casella di Nogarin. Nella lunga nota inviata ieri dal coordinatore Alberto Pacini (il testo integrale su www.iltirreno.it), Città Diversa non è tenera né col Pd né con M5S: «Prendiamo atto che i due candidati, pur lontani dalla maggioranza, sono stati all'unisono prontissimi a rifiutare quella più ampia convergenza di forze prevista dalla legge (apparentamento) e indispensabile per ricostruire Livorno. La coalizione del Pd avrebbe dovuto riconoscere gli errori e invece, per non cambiare niente, si è ben guardata dal rinunciare alla maggioranza assoluta in consiglio. Il M5S ha preferito usare solo la volontà, forte tra i cittadini, di bocciare la prosecuzione del fallimentare governo locale, senza avere un organico disegno amministrativo: i problemi sono enormi e non si risolvono appaltando le soluzioni all'esterno come vorrebbe Nogarin con gli assessori online». Ma alla fine: «Indichiamo, in ossequio al principio dell'alternanza di governo, senza che con questo si prefiguri alcuna alleanza, e pur non condividendo di M5S una serie di posizioni di merito e metodo, di votare Nogarin che è stato individuato dall'elettorato come candidato al ballottaggio e che è venuto a chiederci di essere messo alla prova e sostenuto, riconoscendo che Città Diversa è stata determinante per un cambio di cultura politica e sociale e che il dibattito nazionale di M5S poco c'entra con i disastri inanellati dalle amministrazioni comunali».
L’ex vicesindaco si schiera con Nogarin. È andato dalla parte dei 5 Stelle anche Cristiano Toncelli, che con la lista Progetto per Livorno si è fermato all’1,3% (circa mille voti). «Per la prima volta – scrive – a Livorno c'è davvero la possibilità di un cambiamento». «Alcuni – scrive – cercano di scegliere chi sia meglio tra Pd e M5S, ma è più importante capire cosa sia meglio per la città». «Non c'è una sola decisione sul passato – sostiene – su cui Ruggeri abbia detto di voler tornare indietro: non l'ospedale, non Piazza del Luogo Pio...». E anche «guardando dall'altra parte abbiamo più di una perplessità su Grillo e il suo Movimento». Però, «ci siamo resi conto negli incontri fatti che il M5S livornese è fatto di cittadini animati da un desiderio di cambiamento pari al nostro». Così: «resettare il sistema» e «voteremo Nogarin». E lancia l’appello al voto a quel 35% che non si è espresso al primo turno.
Ncd, centrodestra e De Carlo. Il Nuovo Centrodestra (fuori dal consiglio con circa l’1,8%) che proprio con Toncelli voleva fare le primarie di area centrista, non ha ancora preso una posizione ufficiale, aspettando di convocare i circoli. Ma il consigliere più votato della lista, Andrea Romiti, membro dell’assemblea nazionale del partito, prende posizione «a titolo personale e dei miei circoli» a favore di Nogarin. «Non è un voto al partito – dice – ma al programma: contro l’ospedale a Montenero, per la privatizzazione della Porto 2000, per la compatibilità tra le riparazioni navali e la Porta a Mare...». Stessa scelta aveva fatto da subito Marcella Amadio (An-Udc-Lega), mentre i vertici di Forza Italia (Elisa Amato, Paolo Barabino e Massimo Parisi) hanno deciso di non stare né col Pd né con M5S. Anche se ai forzisti candidati al consiglio (vedi Massimo Ciacchini) sono già scappate indicazioni di voto verso i grillini «per interrompere il monopolio che dura da settant’anni». Contro il Pd anche il magistrato Ugo De Carlo, candidato di Votare per cambiare (1,9%): alla vigilia del primo turno aveva parlato di «disistima assoluta per i grillini», ma alcuni giorni fa, in nome della «discontinuità per salvare Livorno», si è rivolto ai livornesi così: «Votate per cambiare, votate Filippo Nogarin».
Buongiorno e le critiche di PcL. Una indicazione di voto verso i 5 Stelle (condizionata a una «presa di distanza dalle destra», ma pur sempre un’indicazione) è già stata dalla lista di sinistra Buongiorno Livorno. La coalizione a sostegno di Raspanti è diventata la terza forza della città con quasi 14mila voti (oltre il 16%). Ieri anche un’altra lista della coalizione, Amiamo Livorno, si è schierata con Nogarin, guardando al ballottaggio come a una «scelta referendaria», Pd sì Pd no. Non ha fatto lo stesso Sinistra Unita per il Lavoro (con Rifondazione): no al Pd ma anche a Grillo, insomma nessuna indicazione di voto. Mentre dal Partito comunista dei Lavoratori, che aveva candidato Ruggero Rognoni (0,56%) sono arrivate le critiche proprio a Buongiorno e alla coalizione di sinistra. A scrivere è direttamente il portavoce nazionale, Marco Ferrando, che definisce l’indicazione di voto ai 5 Stelle «uno scandalo politico a sinistra».
Juna Goti
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