Italia
Protesta all’Iti: «La nostra scuola invasa dai gabbiani»
Studenti in rivolta dopo che gli uccelli hanno aggredito una bidella e una prof. La preside: «Abbiamo allertato Provincia e vigili del fuoco ma nessuno vuole intervenire»
LIVORNO. Una trentina di gabbiani hanno preso da alcuni mesi la “residenza” all’intero dell’Iti Galilei. Hanno fatto i nidi nel cortile, sui cornicioni delle finestre, sulla centrale termica, sugli alberi e anche per terra. Ora sono nati cinque pulcini e i gabbiani sono diventati aggressivi. Nei giorni scorsi una custode è stata “attaccata”. E spaventata, arrabbiata, esasperata ha preso carta e penna e scritto una denuncia alla preside Giuliana Ficini.
La quale ha alzato il telefono e chiamato, anzi richiamato Provincia, Lipu, guardie venatorie, vigili del fuoco. «Ma per ora nessuno si è mosso», confida, un po’ sfiduciata. «E io non posso certo impiegare il mio personale per un lavoro così rischioso».
Si sono mossi invece gli studenti, che ieri dopo svariate proteste, sono tornati a bussare alla dirigente per chiedere di risolvere una situazione che pian piano sta diventando insostenibile.
La storia, se non ci fosse il disagio quotidiano e sempre più pesante per alunni, professori e assistenti scolastici, avrebbe anche dei teneri risvolti: perché gli involontari protagonisti sono numerose famiglie di gabbiani che hanno scelto come casa il cortile dell’Iti, la zona dello spaccio, alcune mensole esterne della scuola e che di recente sono state visitate dalla... cicogna.
«Da mesi siamo vittime di una vera e propria invasione di uccelli», raccontano al Tirreno i ragazzi della 3A meccanica.
Trimestre dopo trimestre, gli studenti dell’Iti hanno visto costruire i nidi, i gabbiani corteggiarsi, incubare le uova, covarle e finalmente, la scorsa settimana, le uova stesse schiudersi. In cinque giorni sono venuti alla luce cinque pulcini, grigi, simpatici, che ogni mattina trasformano il cortile dell’Iti in un mix tra il set di Quark e quello di un cartoon della Disney.
Sennonché, con l’arrivo dei cuccioli, la presenza dei gabbiani è diventata ancor più pesante e la convivenza con gli oltre mille studenti dell’Iti impossibile. «I cuccioli non sapendo volare, camminano liberamente per l'istituto con le loro mamme al seguito - raccontano i ragazzi dell’Iti -. E così diventa impossibile anche soltanto sostare nei dintorni, poiché per protezione dei piccoli le mamme attaccano qualunque cosa passi nelle vicinanze».
Com’è successo ancora due gironi fa con una custode: «Ci sono già stati vari episodi nei mesi scorsi e due sono avvenuti anche questa mattina (ieri, ndr), una custode aveva in mano una busta bianca e un gabbiano pensando ci fosse cibo, ha cercato di levargli la busta dalle mani attaccandola - raccontano gli studenti della 3A -. L'altro episodio vede convolta una nostra professoressa che per recarsi da un edificio all'altro é stata attaccata e cercando di difendersi é finita a terra, fortunatamente senza subire danni. La situazione ora è al limite, non ne possiamo più, qualcuno deve intervenire».
La palla adesso è nelle mani della preside Ficini, la quale però confessa candidamente di non aver troppe frecce al suo arco: «Il problema si era già presentato negli anni scolastici precedenti - spiega la preside -. Ma ce l’avevano sempre risolto la Lipu e le guardie venatorie. Venivano, salivano sulle scale a tre, quattro metri d’altezza e spostavano i nidi senza crear loro alcun danno. Quest’anno però ci hanno comunicato che non sono più in grado di aiutarci. Io ho allertato sia la Provincia che i vigili del fuoco ma sto ancora aspettando una risposta».
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