Il bando per il Caprilli è ok al Tar respinto il ricorso
Il provvedimento era stato presentato dalla società Alfea contro il Comune Ora il rischio è che si apra una battaglia legale e l’impianto resti chiuso
LIVORNO. Il bando pubblicato dal Comune di Livorno per l’affidamento dell’ippodromo Caprilli nei prossimi quattro anni va avanti senza intoppi.
Il Tribunale amministrativo di Firenze ha infatti respinto «la domanda di misura cautelare» per bloccare la gara presentata giovedì scorso dalla Alfea spa, la società pisana per le corse dei cavalli, che ha gestito l l’ippodromo livornese nell’estate 2011 e 2012, vantando oggi «una concessione trentennale» che l’amministrazione avrebbe ignorato.
Nel decreto del Tar firmato dal giudice Gianluca Bellucci venerdì scorso e pubblicato ieri sul sito internet del Tribunale amministrativo, il magistrato spiega come «allo stato non sussistano le condizioni di estrema gravità e urgenza» per bloccare il bando. E aggiunge che «nel caso di specie non trova applicazione il rito speciale in materia di appalti e che pertanto la prima camera di consiglio in cui dovrà essere trattata collegialmente la domanda cautelare è quella del 27 giugno».
Dunque l’appuntamento per entrare nel merito della questione è fissato tra 24 giorni. Ma a quel punto l’ippodromo potrebbe essere già stato assegnato visto che il bando pubblicato dall’amministrazione lo scorso 22 maggio scade oggi alle 13. Il rischio è quello che durante le prossime settimane si scateni una battaglia legale fatta di ricorsi e contro-appelli a discapito della stagione ippica e dell’apertura dell’impianto che alla fine potrebbe restare chiuso. L’ultimo capitolo della guerra del Caprilli è scoppiata proprio il giorno della pubblicazione della nuova gara per l’affidamento.
La denuncia di Alfea
La mattina seguente il presidente di Alfea, Cosimo Bracci Torsi, ha convocato una conferenza stampa nella quale ha attaccato l’amministrazione. In uno dei passaggi più delicati ha spiegato come «la gara sia irregolare».
Perché aggiungeva «dopo aver gestito con la formula di affitto di ramo d’azienda l’ippodromo livornese nel 2011, Alfea si è aggiudicata con delibera dirigenziale del 27 giugno 2012, la concessione trentennale a partire dal primo gennaio 2013. L’accordo - era la denuncia - prevedeva l’assunzione di 7 dei 20 dipendenti di Labronica corse con un nuovo contratto e la rinuncia del rimanente personale attraverso un accordo sottoscritto con tutti i dipendenti di Labronica in sede sindacale. Ecco perché contestiamo la revoca dell’accordo e chiederemo anche i danni».
La replica del Comune
Una posizione contestata dal Comune che ha spiegato le proprie ragioni in una lunga nota. «Nello scorso aprile è la ricostruzione - le organizzazioni sindacali e le Rsu dei dipendenti della Laboronica hanno formalmente trasmesso all'amministrazione copia dell'accordo sindacale sottoscritto da Alfea per il ricorso ai contratti di solidarietà anche per l'anno 2014, in cui Alfea attestava di versare in situazione di crisi economico finanziaria». A seguito di ciò, si legge, il Comune avrebbe «richiesto chiarimenti ad Alfea circa la sostenibilità, per la società, degli impegni assunti in sede di offerta: garanzia non solo dei livelli occupazionali, ma anche della valorizzazione della struttura che il Comune si apprestava ad affidare per 30 anni. Ciò, attraverso la presentazione di un piano economico finanziario».
L’amministrazione Cosimi sostiene che alla richiesta di chiarimenti, Alfea si sia «limitata a rispondere che non riteneva doveroso fornire alcun elemento di conoscenza, non avendo l'amministrazione in precedenza avanzato tale richiesta. Ma perché, anziché rispondere così, Alfea non ha illustrato il piano in forza del quale si proponeva di "fare di Pisa e Livorno il terzo polo del galoppo italiano"?».
«Si rileva - è l’ultimo attacco - che le condizioni dell'impianto non fossero note al momento in cui Alfea è stata formalmente invitata dal Comune a inviare la documentazione necessaria per la stipula della convenzione e alla sottoscrizione della stessa, erano uguali a quelle in cui, lo scorso anno e nell'identico periodo, versava la struttura e che ciò non ha affatto impedito che nel 2013 la commissione inviata dal Ministero per verificare l'idoneità dell'impianto la certificasse, consentendo lo svolgimento delle corse».
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