Il Tirreno

Livorno

Raccomandate, ormai viene lasciato sempre l’avviso

L'INCHIESTA SUI DISSERVIZI / Ecco le vostre segnalazioni al Tirreno. Tante lamentele sulle attività collaterali tipo “gratta e vinci”: «Le Poste pensino piuttosto a fare bene il loro lavoro»

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A volte fanno sorridere, spesso prevale la rabbia. Ma nelle segnalazioni giunte al Tirreno via mail o Facebook c’è soprattutto un senso di frustrazione: le Poste, si sa, sono uno dei simboli dell’Italia e, proprio come accade per i simboli, sono allo stesso tempo amate e odiate. Ecco comunque alcune delle situazioni segnalate dai nostri lettori.

Per il Papa niente ricevuta. Eustachio Di Curzio racconta che a gennaio decise di scrivere a Papa Francesco. «Volevo fare la raccomandata con ricevuta di ritorno e mi dissero che non si poteva fare, ma mi assicurarono però che la lettera sarebbe arrivata a destinazione in pochi giorni. Premetto che in quell'ufficio erano in tre e non riuscivano a trovare l'indirizzo giusto, anzi, mi consigliarono di portare quella lettera a mano. A quanto mi risulta è ancora ferma in un ufficio a Roma, in attesa di essere consegnata a Sua Santità».

Smistamento carente. Duilia Francesconi spiega invece che lavora alle Poste e, secondo lei, i ritardi nella consegna della corrispondenza, la maggior parte delle volte, «dipendono dallo smistamento meccanizzato, quindi a monte del recapito. Ci sono infatti varie proteste dei lavoratori nei grossi centri di Milano, Roma e Firenze. Capisco l’utenza con tutte le sue ragioni, ma spesso la colpa non è di chi si occupa del recapito e cioè i postini».

Due volte alla settimana. Bruno Cozzolini, livornese, ancora via Facebook,è intervenuto nel dibattito sollevato dal Tirreno per dire una cosa molto semplice: «Da me è già tanto se il postino passa due volte la settimana.Ho chiesto spiegazioni e lui mi ha detto chiaramente che, da quando la consegna del sabato non c’è più, non ce la fa a completare il giro. Ora mi domando: è regolare tutto questo? Non abbiamo il diritto a vederci recapitata la posta regolarmente? Le Poste devono fare il loro lavoro istituzionale e non venderti il “gratta e vinci” quando ti presenti allo sportello».

Precari allo sbaraglio. Sonia Fasano parla invece di una sua esperienza lavorativa diretta: tre mesi in qualità di postina a tempo indeterminato. «A chi ha contratti a termine assegnano zone con posta accumulata di non si sa quanto tempo. Insomma, ti mandano allo sbaraglio senza che nessuno ti segua e così la corrispondenza si accumula e la gente si lamenta. Invece di prendere sempre gente a tempo determinato farebbero prima a prendere persone fisse. Così eviterebbero questi disservizi. Io comunque non ci lavorerei mai più».

Raccomandata? Nessuna suona. Marco Coffaro segnala in particolare il caso delle raccomandate: «Quando ne arriva una ti lasciano l'avviso nella cassetta delle lettere anche se sei in casa. Anche il detto del postino che suona due volte non vale più perché manco bussa. E, dulcis in fundo, quando passa lascia una marea di opuscoli pubblicitari che riempiono la cassetta letteralmente di spazzatura».

Percorso infinito. Sempre a proposito di raccomandate, Marina Gorreri, che abita a Riglione (Pisa), racconta di averne ricevuta una dopo 14 giorni dalla spedizione. «Seguendo i passaggi sul sito delle Poste - spiega - abbiamo visto che era stata spedita da Siena in data 27 febbraio. Poi, non si sa come, è passata per Santa Croce per arrivare al centro di smistamento di Firenze dove è rimasta in lavorazione per diversi giorni. E' arrivata a destinazione solo il 13 marzo».

Ancora la festa del papà. Quella classe della scuola elementare di Forte dei Marmi che non è riuscita a far arrivare in tempo gli auguri per la festa del papà (ne parliamo anche a parte) non è sola. Andrea Massa, da Marina di Carrara, segnala come la classe della figlia ha subito la stessa sorte. «Dalla scuola elementare Paradiso sono state spedite le lettere con posta prioritaria il 17 marzo: quella destinata a me è arrivata il 25 e agli altri papà non è andata meglio. Bisognerebbe chiedere il rimborso, anche se si tratta di una cifra simbolica. Prima di lanciarsi sul mercato offrendo altri servizi, le Poste dovrebbero pensare a svolgere bene quello per cui sono nate».

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