Il Tirreno

Livorno

Il corteo per la casa finisce con un palazzo occupato

Il corteo per la casa finisce con un palazzo occupato

È servito l’intervento della polizia per convincere i manifestanti a lasciare lo stabile in via Giordano Bruno. La protesta è proseguita in strada

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LIVORNO. L’ultima immagine della giornata per i diritti di tutti, organizzata dai centri sociali a cominciare dal Comitato dell’Ex Caserma, è quella di un centinaio di ragazzi seduti in via Giordano Bruno davanti all’ingresso dello stabile al numero 21. Davanti a loro una cinquantina di agenti controlla che i manifestanti non cerchino di nuovo di occupare il palazzo all’interno del quale ci sarebbero alcuni appartamenti sfitti.

«Non possiamo permettere che entrino - spiegano gli agenti - la loro risposta è questa protesta durante la quale mangiano e stanziano in strada». Lo slogan dei manifestanti è semplice quanto significativo: «Troppa gente senza case, troppe case senza gente».

La giornata è iniziata alle 15 da piazza San Marco, da dove il corteo è partito. In testa lo striscione rosso su sfondo bianco: «Sempre a fianco di chi lotta». Poi cori e fumogeni accesi anche davanti al Comune.

«La manifestazione - spiegavano alla vigilia dall’associazione Unione inquilini che è scesa in piazza - vuole essere una festa collettiva per i tanti importanti obiettivi realizzati, una gestione attenta e solidale che ha trasformato in centri di emergenza abitativa, gli edifici dismessi occupati dalle famiglie sfollate. È bene ricordare che questi nuclei familiari molti con minori sono stati scacciati di casa senza colpa, perché in morosità dovuta alla perdita del lavoro, mentre le autorità, in disperante ritardo si sono mostrate del tutto inadeguate a gestire questo disastro sociale, provocato dalla crisi. A testimoniare ancora una volta i limiti di una democrazia disattenta e lontana dai reali problemi dei cittadini».

La festa che ha preceduto il corteo, ha voluto essere la testimonianza di un’esperienza importante che la città ha seguito con simpatia.

«Nonostante una repressione ad alta intensità, davvero di difficile comprensione - prosegue Daria Faggi - perché è fuori discussione che complessivamente l'attività dei centri sociali sia risultata concretamente utile socialmente e condotta con intelligenza collettiva e capacità politica, al di la di pochissimi episodi discutibili, quanto marginali».

Dopo la convocazione alle 15 in Piazza San Marco, per la festa di quartiere, con musica e allegria la manifestazione è proseguita per le strade del centro. «Perché le lotte - spiegano gli organizzatori - sono pesanti, ma uniscono le persone, restituendo quella dimensione solidale che l'individualismo spinto agli eccessi, ha fatto perdere, dentro l'immensa solitudine di una città, che ha perso il suo ruolo di spazio pubblico di relazione».

Al termine del corteo una frangia di manifestanti si è poi diretta in via Giordano Bruno dove in un primo momento è entrata nello stabile con l’intenzione di occupare le case sfitte. «Dopo pochi minuti è arrivata la celere che era all’incontro con il presidente del Senato Pietro Grasso», spiegano dall’Ex Caserma.

Dopo qualche momento di tensione i manifestanti hanno lasciato il palazzo e hanno continuato la loro protesta in strada».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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