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Grasso alla Goldonetta «Troppo silenzio e la mafia gongola»

Grasso alla Goldonetta «Troppo silenzio e la mafia gongola»

LIVORNO. «Se vi prendono il popolo, poi a voi, vi prendono gli sbirri». Pietro Grasso, Presidente del Senato, prima dello spettacolo “Dopo il Silenzio”, incontra alla Goldonetta i livornesi e ripete...

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LIVORNO. «Se vi prendono il popolo, poi a voi, vi prendono gli sbirri». Pietro Grasso, Presidente del Senato, prima dello spettacolo “Dopo il Silenzio”, incontra alla Goldonetta i livornesi e ripete la frase simbolo della lotta mafia. Una frase intercettata nel '97 durante una conversazione tra due uomini d'onore.

«Adesso si sente parlare pochissimo della mafia, sembra quasi che potremmo dimenticarsene: ma – avverte – è proprio ora che la criminalità organizzata è più in attività. Se i vari gruppi non sono in lotta tra loro significa che stanno facendo affari, e questo è terribilmente pericoloso, sono nel pieno del loro business, che è molto redditizio».

Obbligatorio spezzare la catena dell'omertà e del clientelismo: occorre ripartire dalla società, perché senza il consenso dei cittadini, la mafia perde il suo potere. «Le forze dell'ordine devono continuare ad impegnarsi – dice ancora – ma quando tutta la società saprà dire di no a qualsiasi forma di illegalità, anche piccola, allora potremmo dirci vincitori».

La mafia è uscita dai canali tradizionali, dei cliché territoriali, per avventurarsi in un terreno ancora più pericoloso, dice il magistrato Grasso: quello dei legami con il mondo della legalità. Una situazione allarmante, «ed è proprio per stimolare i ragazzi e i cittadini a riflettere su queste tematiche, che il presidente del Senato, a titolo privato – ricorda il capocronista del Tirreno, Andrea Lazzeri, moderatore del dibattito – durante i suoi giorni liberi percorre la penisola con la moglie incontrando studenti e cittadini».

Nello spettacolo del regista Alessio Pizzech, portato in scena ieri e stasera al Goldoni, viene rappresentata l'esperienza di lotta alla mafia di Grasso e di sua moglie Maria, in racconto a tre voci attraverso il dialogo con un giovane criminale.

«Questa è la storia di un uomo normale che è riuscito a fare cose straordinarie», afferma Sebastiano Lo Monaco, l'attore che interpreta Grasso nel palco. «Ed è la storia di una donna – aggiunge Mariangela d'Abbraccio che è nei panni dela moglie – che non solo ha sostenuto il marito nelle battaglie, ma come docente per trent'anni ha insegnato agli adulti di domani a lottare contro la mafia».

«Ogni volta che vedo lo spettacolo mi emoziono anche se so come va a finire», scherza Grasso: «Ma è negli incontri con i ragazzi che mi emoziono di più: lasciar loro un'eredità morale, la voglia di cambiare il mondo è quel che mi piace. Anche se mia moglie quando parlo mi fa cenno di tagliare perché dice che sono troppo lungo». «L'indifferenza è il peso morto della storia», conclude Grasso citando Gramsci.

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