«Debiti e proposta sono chiari e corretti il penale non c’entra»
LIVORNO. «Una cosa è la procedura di concordato preventivo, un’altro sono gli aspetti penali. Le due cose non sono sovrapponibili. Lo dice il legislatore e lo abbiamo ribadito anche nella relazione...
LIVORNO. «Una cosa è la procedura di concordato preventivo, un’altro sono gli aspetti penali. Le due cose non sono sovrapponibili. Lo dice il legislatore e lo abbiamo ribadito anche nella relazione che abbiamo depositato a febbraio in tribunale quando ci è stata comunicato che era stata chiesta la revoca del concordato. I debiti di Basket Livorno sono stati chiariti ed è su questi che dobbiamo fare i conti. Se a queste cifre siamo arrivati perché sono state commesse delle operazioni distrattive a cui io non credo, non vedo comunque come possono incidere sulla procedura di concordato».
L’avvocato Sergio Russo (nella foto), legale di Basket Livorno, spiega chiaramente il suo pensiero che è poi la tesi attraverso la quale sta cercando di salvare la società da un crac che sarebbe imbarazzante, soprattutto per le conseguenze che avrebbe sull’amministrazione.
Ieri mattina proprio Russo ha chiesto al giudice Luigi De Franco una proroga per studiare la memoria tecnica depositata dai pubblici ministeri Luca Masini e Massimo Mannucci da allegare alla richiesta di revoca del concordato e l’inizio della procedura di fallimento.
«Si tratta - va avanti il legale - di una memoria molto tecnica che risponde alle osservazioni che abbiamo presentato a febbraio. La procura continua a contestare due fatti distrattivi avvenuti quando la società era già in liquidazione. Da parte nostra abbiamo cercato di dimostrare, credo riuscendoci, che non si tratta di distrazione. Dagli atti che ho potuto vedere credo che la finanza abbia trascurato alcuni aspetti nella ricostruzione, che li ha fatti arrivare all’ipotesi di una bancarotta fraudolenta prefallimentare».
Per capire la posizione di Russo e di Basket Livorno è necessario aprire una finestra sulla concezione di concordato preventivo che si è affermata negli ultimi anni.
«Al legislatore - ripete l’avvocato - interessa che i conti siano corretti al momento della presentazione del concordato e che i creditori lo accettino. Nel nostro caso, come scrive anche il giudice, abbiamo effettuato una proposta bassa (al 6% ndr) ma in linea con l’andazzo nel resto d’Italia. A supporto di questo ho portato al giudice sentenze di omologazioni di concordato anche più basse di quella che abbiamo presentato. Ecco perché i presunti reati sui quali stanno indagando gli investigatori non mi interessano perché sono contro a quella che è l’impostazione del legislatore».
(f.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
