"La vera famiglia è quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna". E il Comune boccia il progetto
La notizia sul quotidiano “Avvenire”: l’amministrazione avrebbe bocciato la richiesta di una associazione che nello statuto difende la famiglia tradizionale. La replica da Palazzo civico: "L'offerta non corrisponde al requisito richiesto di innovare la didattica attraverso percorsi professionali inediti"
LIVORNO. Il Comune boccia la richiesta di una associazione pro-famiglia dai soggetti promotori di iniziative formative del progetto Scuola Città e la cosa deve aver fatto andare su tutte le furie la curia di monsignor Giusti se Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, ne ha fatto una delle storie-clou di oggi, sabato 22 marzo.
Tutta colpa del fatto - sbotta il giornale della Chiesa - che l'associazione ha scritto nel proprio statuto che "l'unica forma familiare possibile è quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e sulla reciproca fedeltà, oggi attaccata da modelli familiari alternativi". Aggiungendo poi polemicamente che "tra i 41 progetti accreditati (che spaziano dalle bolle di sapone al mondo delle barche), non ci sarà quindi "Conosci il tuo cuore?!", programma rivolto all'educazione dei preadolescenti".
Da Palazzo civico, nella motivazione indicata dallo staff tecnico nel respingimento della domanda, - viene fatto rilevare - si giudica il progetto come "poco congruo": si tratta, insomma, di "una proposta segnatamente orientata sul piano culturale ed ideologico" rispetto a "un programma rivolto alla scuola di oggi, in cui sono presenti bambini/ragazzi appartenenti a famiglie eterogenee per composizione, cultura, valori". E dal fronte cattolico arriva la frecciata: "ritenere la famiglia una società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, per il Comune di Livorno sarebbe ideologico".
Il giornale dei vescovi ironizza anche su una ulteriore ragione addotta dallo staff municipale per respingere il progetto. L'impostazione "poteva creare disagio in bambini/ragazzi educati con diverse sensibilità": "Come se questi bambini/ragazzi - è la replica - non fossero tutti, a loro volta, figli di un padre e di una madre e di un'unione, che, comunque, non era oggetto del progetto presentato al Comune".
Dall'associazione I Baluardi si dicono "sbalorditi": è un progetto che "riprende un formula diffusa a livello europeo", l'associazione "è riconosciuta in tutta la Toscana e da tempo offre incontri di approfondimento e orientamento anche per le scuole".
E poi: "ideologico" il matrimonio fondato sull'unione tra un uomo e una donna? E' legge dello Stato, anzi lo dice la Costituzione, dichiara l'avvocato Massimo Cenerini, collaboratore dei Baluardi. Senza contare - aggiunge - che la partecipazione "sarebbe stata una libera scelta dei ragazzi e dei genitori", fuori dall'orario scolastico obbligatorio, e dunque "i ragazzi che avrebbero potuto sentirsi "a disagio" avrebbero avuto anche piena libertà di non partecipare".
Da Palazzo civico arriva la risposta del Comune, tramite le parole dell'assessore alle attività educative Carla Roncaglia: “Il progetto “Conosci il tuo cuore” non è stato inserito nel piano dell’offerta formativa Scuola-Città non perché “difende la famiglia”, ma perché non corrisponde al requisito richiesto di “innovare la didattica” attraverso percorsi culturali e professionali inediti".
"Uno staff tecnico (2 psicologhe e 9 pedagogiste) - aggiunge l'assessore - valuta la congruità degli obiettivi e le caratteristiche psicopedagogiche dei progetti che vengono proposti dalle associazioni del territorio, sulla base della congruità didattica e senza preclusioni di tipo ideologico. Tant’è che figura, tra i soggetti inseriti nel piano 2013-2014, la stessa Diocesi di Livorno-Ufficio beni Culturali, insieme a molteplici Enti e associazioni culturali e sociali: ufficio Scolastico Territoriale, Università di Pisa, Archivio di Stato, Vigili del Fuoco, Istituto Mascagni, Unicef, Telethon, Asl 6, Asa, Ctt Nord, Autorità portuale, Cibm, Ealp, Fondazione Livorno, e poi Arciconfraternita della Misericordia, Svs, Comunità Sant’Egidio, ecc. Riconoscendo all’associazione I Baluardi la legittimità della promozione dei propri principi fondanti, lo staff tecnico del Comune ha tuttavia valutato che l’impostazione del progetto in questione potesse creare disagio in bambini e ragazzi educati con diverse sensibilità ed in diverse condizioni familiari (convivenze, separazioni), che non sono elementi di minorità ma la fotografia di una condizione di una società multiforme".
Questo, secondo il Comune, non significa comunque che l’associazione I Baluardi non possa prendere contatti con le singole scuole per proporre il proprio progetto: "Il programma Scuola-Città non è esclusivo, quella dell'amministrazione è una proposta al mondo della scuola, non un obbligo e non vincola nessuno. Ogni scuola ha la facoltà di decidere autonomamente quali arricchimenti alla propria offerta formativa scegliere. Per legge, infatti, le Istituzioni scolastiche hanno autonomia amministrativa, didattica e organizzativa e, di conseguenza, ogni istituzione, nel rispetto delle direttive ministeriali, opera le scelte che ritiene più opportune".
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