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«Hanno votato in pochi e over 60»
Polemiche sulle primarie che hanno incoronato Ruggeri. Già si misurano i pesi interni
LIVORNO.
«Il Psi e Confronto esprimono rammarico per l'insoddisfacente partecipazione sulla quale la coalizione dovrà riflettere e lavorare. Il risultato di Gianfranco Morelli, personaggio nuovo e appartenente alla società civile, è stato tuttavia importante e rappresenta un ottimo punto di partenza in vista del voto di maggio». E ancora: «Il risultato consegna politicamente, con tutta evidenza e nei numeri, un’area politica di chiare potenzialità e determinante per il successo del centrosinistra. Congratulazioni a Ruggeri, al quale non faremo mancare la determinata e leale collaborazione». Basta leggere neppure troppo tra le righe di questa nota di Aldo Repeti (Psi) e Giovanni De Peppo (Confronto), per capire che dopo le primarie, nella coalizione di centrosinistra si pesano già gli equilibri. Con l’area che ruota intorno ai socialisti e all’ex sindaco Gianfranco Lamberti che, è chiaro, tallona i vendoliani.
Alle primarie che hanno incoronato Ruggeri (quasi all’80%) hanno votato 4.399 livornesi: Roberto Idà (Sel) è secondo con l’11,5%, Gianfranco Morelli terzo con il 9,1%, lontano Andrea Romano (Idv, 2,7%). «Adesso comincia la vera sfida – scrive Marco Ruggeri su Fb – portare Livorno punto e a capo. Lo faremo».
Nel frattempo, però, sia gli alleati sconfitti che le opposizioni polemizzano sull’affluenza, dopo che già Romano (122 voti) ieri aveva parlato di «consultazione fetecchia». «A Livorno – scrive Gianfranco Morelli – ha stravinto Ruggeri, ma hanno vinto anche quelli che non volevano le primarie. Siete contenti di vivere in un "paesotto" che esprime pochi votanti in più di Rosignano e Cecina, e dove il 96% degli aventi diritto non è interessato? Io riparto dai 400 che mi hanno votato e non mi fermerò».
Subito si muovono i vendoliani. Sempre su Fb Roberto Idà ammette che «sarei falso se dicessi che non mi aspettavo una percentuale superiore di voti, almeno un 4-5%». «Ma il dato generale di affluenza – scrive – deve fare pensare: ha votato poco più del 3% degli aventi diritto, meno della metà di coloro che avevano votato nel Pd alle primarie per il segretario: l'età media dei votanti è alta, il rapporto tra iscritti e voti di Sel è di 6 voti per iscritto, mentre per il Pd di un voto e mezzo per iscritto; laddove i giovani hanno votato in percentuale maggiore, noi abbiamo ottenuto percentuali maggiori superando il 16-17%».
Anche da Uniti per cambiare, che appoggiava Idà (fermo a 505 voti) si affrettano a rivendicare il “voto giovane” e attaccano: «Primarie degli over 60, deve far riflettere, solo 880 elettori in più di Rosignano». Ruben Bianchi (Cd) parla invece di «vittoria netta e convincente» di Ruggeri.
Ma a chiamare in causa tutta la coalizione formata da Pd, Sel, Idv, Psi e Cd ci pensa Marco Ristori di Livorno democratica (l’associazione dell’assessore ex Sel Maurizio Bettini). Parla di «grande delusione» perché «contrariamente a tutta la Toscana dove si sono viste riconfermate le cifre delle primarie di Renzi, a Livorno siamo di gran lunga distanti dai 13.386 elettori». Primo significato politico di questa «scarsa partecipazione» è secondo lui «la formula politica di questa coalizione: è sbagliata, troppo spostata a sinistra, un’alleanza sghemba, già divisa, litiga su questioni cruciali come nuovo ospedale, politica dei rifiuti e rigassificatore».
Torna ad attaccare anche l’ex vicesindaco Cristiano Toncelli (Progetto per Livorno): «Ora che la farsa è finita abbiamo la conferma che l'unico scopo di questa perdita di tempo era dare ai partitini del centrosinistra un metro di raffronto per andare a chiedere gli strapuntini. Speriamo almeno che ora Sel, dopo questo brillante risultato, ci risparmi altre inutili sceneggiate sull'ospedale e l'Idv faccia lo stesso sulla discarica. Ruggeri ha ottenuto poco più di 3300 voti a fronte di quasi 2300 iscritti al partito: anche il Pd farebbe bene a non dormire sonni tranquilli».
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