Italia
«Ma l’affluenza alle urne è troppo bassa»
Gli alleati lanciano l’allarme. Idà: «Ci aspettavamo almeno il doppio dei votanti. E pochi giovani»
LIVORNO. «Complimenti a Ruggeri, che ha ottenuto questo risultato». Dall’altra parte della cornetta Roberto Idà (Sel) è il primo complimentarsi col candidato del Pd. Ma è anche il primo a sostenere che «c’è stata una scarsissima affluenza alle urne, da un primo esame anche molto alta come età media, e questo pone un problema per l'intera coalizione, che ha la necessità da subito di mettersi a costruire una proposta di cambiamento se non vuole perdere le prossime elezioni. Ci aspettavamo come minimo il doppio dei votanti». Idà ora assicura che «lavoreremo per il centrosinistra» e del suo risultato dice: «Non saprei cosa non ha convinto, faremo un'analisi più approfondita».
All’attacco proprio dei vendoliani va invece il candidato dei socialisti e dell’associazione di Lamberti, Gianfranco Morelli. «Abbiamo quasi ripreso Sel – lancia la freccia – ci facciano una riflessione: partivamo dall'1% dei sondaggi e in alcuni quartieri, come Borgo e Fabbricotti, sono arrivato secondo superando anche il 15%. In altri rioni ho avuto poco tempo per farmi conoscere, anche perché sono state dettate regole di poca visibilità».
Detto questo, anche lui sottolinea che «mi sembrano pochi 4mila votanti, se qualcuno è contento di avere attirato pochi elettori in più che a Rosignano...». E «del mio risultato siamo moderatamente soddisfatti, abbiamo raccolto un buon numero di voti. Per me è solo l'inizio, andiamo avanti».
Ma a usare le parole che non ti aspetti in un’alleanza è Andrea Romano (Idv), che ieri ha raccolto poco più di cento voti. Scrive su Fb: «Ora che abbiamo fatto le primarie e sono arrivato buon ultimo con un dignitoso 3% lo posso dire: questa consultazione mi sembra sia riuscita proprio male, anzi si è rivelata proprio una fetecchia. L'affluenza fa ridere o piangere». «Da vergognarsi – scrive – circa 4mila voti in una città di 160mila abitanti. A Castagneto sono andati a votare in 3mila su 9mila abitanti, anche tutti gli altri comuni della provincia hanno aumentato l'affluenza rispetto a dicembre, qui è crollata». «A Livorno – punta il dito – il Pd ha voluto far pagare 2 euro per le spese mentre altrove votare era gratis. Poi il divieto per i candidati di fare manifesti, farsi propaganda in Tv o alla radio, fare qualsiasi cosa non fosse il volantinaggio anni '50 e qualche pagina su fb». Del suo flop parla così: «I nostri, tranne qualche affezionatissimo che ringrazio, si sono rifiutati di partecipare a una competizione così». E «adesso riflettiamo sul da farsi, perché ci saranno le elezioni vere e la città sembra impazzita, tra un Pd che ha fatto harakiri con primarie per i pochi intimi e un pullulare di liste civiche che continuano a disperdere in mille rivoli i consensi a favore di un vero cambiamento».(j.g.)
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