Italia
L’obelisco di piazza Mazzini prigioniero delle transenne
LIVORNO. «Molto spesso sono i monumenti “minori” a dare l’idea del livello di decoro di una città». Comincia con questa considerazione la lettera inviata alla rubrica Segnala Livorno da Paolo Mura....
LIVORNO. «Molto spesso sono i monumenti “minori” a dare l’idea del livello di decoro di una città». Comincia con questa considerazione la lettera inviata alla rubrica Segnala Livorno da Paolo Mura. Il riferimento del lettore è all’obelisco di piazza Mazzini. Si tratta della “Fonte Guglia”, realizzata dall’architetto Pasquale Poccianti nel 1836. «O almeno è quel che ne rimane», commenta Paolo con rammarico.
«Come altri monumenti - ricorda il segnalatore - l’obelisco è circondato dalle transenne. Una classica forma di “messa in sicurezza” dei giorni nostri, ma anche un monito che sembra dire: “fate attenzione, potrei venire giù da un momento all’altro”».
L’obelisco presenta numerose e vaste porzioni pericolanti, sia nella parte in pietra arenaria, sia per quanto riguarda rifacimenti e stuccature realizzate in passato. Per evitare situazioni di pericolo per i frequentatori della zona, i tecnici della protezione civile del Comune transennarono il manufatto nel novembre del 2009: da allora le recinzioni sono parte integrante di piazza Mazzini.
«Eppure - sottolinea Paolo - la piazza è stata completamente rimessa a nuovo. Quella scarna rimanenza è lì, senza gloria, per di più “segnata” da un murales che non dà certo lustro alla guglia».
L’auspicio del cittadino è che si possa rimediare a una «dimenticanza lunga 5 anni».
«Perché - si domanda - non ipotizzare un restauro, ridando a poco a poco alla nostra Livorno lo splendore che merita, a partire dalle sue opere artistiche?». Una speranza che, con i tempi che corrono, è probabilmente destinata a rimanere tale. Come le transenne.
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