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Livorno

l’appello corre su facebook

«Aiutateci a identificare l’automobilista fuggito»

«Aiutateci a identificare l’automobilista fuggito»

LIVORNO. «Se avete assistito all’incidente, o notate in giro una Nissan Micra di colore chiaro visibilmente ammaccata, non esitate a contattarci». Corre su Facebook l’appello a eventuali testimoni...

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LIVORNO. «Se avete assistito all’incidente, o notate in giro una Nissan Micra di colore chiaro visibilmente ammaccata, non esitate a contattarci».

Corre su Facebook l’appello a eventuali testimoni di quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica in via Nardini Despotti Mospignotti, dove poco prima delle 23 un automobilista alla guida di una Nissan Micra (grigia metallizzata o dorata) ha urtato violentemente alcune auto in sosta per poi darsi alla fuga. A raccontarlo sono Maria Giorgia Corolini e Luciana Grassia, due ragazze che hanno assistito solo alla parte finale dello schianto, riconoscendo il modello dell’auto. «Eravamo a casa con amici - racconta Giorgia - quando abbiamo sentito un botto provenire dalla strada. Ci siamo affacciate, vedendo un’auto che, dopo aver preso la curva da via Marradi a velocità sostenuta, è piombata addosso alle auto parcheggiate». Tra i mezzi incidentati c’è quello di Luciana: «Ha rimediato danni lungo tutta la fiancata e lo sportello lato guida è fuori uso». Ma l’impatto non si è limitato alle due auto: «La Micra ha colpito con forza anche i cassonetti dell’immondizia: uno è stato “catapultato” sul marciapiede, l’altro è stato trascinato dal cofano danneggiando un’altra macchina».

Il conducente si è poi dato alla fuga. «Molte persone si sono affacciate o sono scese in strada - raccontano le due amiche - ma in quegli attimi frenetici, nessuno è riuscito a prendere la targa».

I vigili urbani si sono occupati dei rilievi, mentre Luciana ha sporto denuncia ai carabinieri. Ma si è affidata anche ai social network: «Crediamo sia giusto denunciare un fatto del genere - concludono Giorgia e Luciana - che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori. E chissà che il nostro appello non si riveli utile alle indagini».

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