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«Odeon, progetto-flop partito in salita»
Pardini (Aci): «Patti non rispettati. Piazza Cavour andava riaperta, ma nessuno ci ha ascoltato»
LIVORNO. «Sul fallimento del progetto Odeon pesano “peccati originali” sulla viabilità del comparto. Problemi sottolineati per anni dal nostro ente, le cui proposte sono rimaste però inascoltate».
Questo il commento di Franco Pardini, presidente dell’Automobil Club Livorno, in merito al flop del parcheggio sorto sulle ceneri dell’ex cinema, che di recente ha visto la Gestopark alzare bandiera bianca di fronte alle molteplici difficoltà.
«Non possiamo che dare ragione agli imprenditori che si sono lamentati della scarsa efficacia dell’investimento nel quale sono stati coinvolti», si legge nella nota inviata dall’Aci. «A danneggiare con autolesionismo le fondamenta del progetto - prosegue Pardini - sin dalla sua ideazione su carta, una lunga lista di fattori negativi preesistenti, che si sarebbero potuti valutare in anticipo».
Un esempio? «Si doveva calcolare se si fosse in grado o meno di mettere mano a una viabilità di difficile riorganizzazione, considerata la morfologia urbana di una zona che risale a un’epoca storica con esigenze di mobilità ben distanti rispetto a quelle attuali. Una sorta di missione impossibile alla quale si è aggiunto come colpevole aggravante il mancato rispetto dei patti iniziali: leggi mancata riapertura al traffico di piazza Cavour».
L’Aci cita un comunicato del febbraio 2012, a firma del presidente della Commissione traffico Riccardo Heusch, nel quale forniva alcune linee guida: dalla necessità di segnaletica più chiara alla proposta di piccole accortezze di viabilità per favorire l’accesso al parcheggio (come il divieto di sosta in alcuni tratti di via Verdi e via Sardi, con in cambio tariffe agevolate per i residenti).
Ma soprattutto, Heusch ricordava: «Dovrebbe essere consentito l’attraversamento di piazza Cavour, eliminando la zona pedonale».
«Preziosi consigli tecnici - scrive oggi Pardini - che sono rimasti inascoltati. L’esperienza dell’Odeon - aggiunge - non è il miglior viatico per attirare futuri investimenti degli imprenditori nel tessuto economico, commerciale e produttivo di Livorno».
L’Aci riserva una piccola “bacchettata” anche ai livornesi: «I cittadini continuano dolosamente a snobbare l’opera. Per loro, non resta che recitare un parzale “mea culpa”: chiamati ad adattarsi al cambiamento di mentalità - sottolinea - verso una mobilità più sostenibile e una città più vivibile sotto il profilo ambientale, i livornesi si sono confermati tradizionalmente avulsi a mutare le sicurezze consolidate dei propri comportamenti. Al contrario - conclude il presidente dell’Aci - la filosofia che tutti, amministratori e cittadini, dovrebbero sposare quanto prima, è sintetizzabile nella semplice formula: “meno auto sulla pubblica via e più mezzi in sosta, radunati in specifici parcheggi a pagamento con tariffe contenute”».(g.c.)
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