Il presidio
«Aggredito e picchiato in parrocchia»
Don Luciano: Un gruppo di nomadi stava facendo un rito davanti all’altare, poi uno di loro mi ha dato un pugno
LIVORNO. Aggredito in chiesa da un gruppo di rom, uno dei quali gli ha dato un pugno in faccia, ferendolo all’occhio. Vittima del brutto episodio don Luciano Musi, parroco di San Giovanni Bosco a Coteto. È successo ieri pomeriggio intorno alle 16.15: il prete è stato vittima di un’aggressione ai piedi dell’altare da parte di un gruppo nomadi che, come denunciato dal sacerdote, stavano facendo uno rito particolare.
È lui stesso a raccontare i fatti. «Erano da poco passate le 16 e io stavo per uscire per andare nelle case dei parrocchiani a fare le benedizioni quando, passando all’interno della chiesa, ho visto che, ai piedi dell’altare, c’era un gruppo di sei/sette nomadi che facevano un rito strano. Uno di loro era a torso nudo in ginocchio, con il volto rivolto all’altare, circondato da lumini, che erano stati presi dalle statue sacre presente nella chiesa. Accanto a lui, c’era una donna con i seni scoperti e intorno a loro due, in cerchio, c’erano tutti gli altri. In totale, erano tre/quattro uomini e tre donne. Io dovevo andare via, così li ho invitati a uscire. Ma loro hanno subito reagito male. Non volevano saperne di andare via e si sono dimostrati sin dall’inizio aggressivi, cominciando a urlare».
Una reazione che il sacerdote non si sarebbe mai aspettato. A quel punto, lui li ha esortati di nuovo a uscire e soprattutto a smetterla di gridare. «Semmai dovevo essere io ad alzare la voce, ma ho preferito evitare - riflette don Luciano - Però ho fatto loro notare che ci trovavamo in un posto sacro, che non era il caso di urlare e quindi li ho invitati ancora una volta ad andare via. Tuttavia, non ho ottenuto alcun risultato. Allora ho capito che non avevo altra scelta se non quella di rivolgermi alle forze dell’ordine. E così mi sono allontanato e ho fatto qualche passo verso la sacrestia per andare al telefono di casa a chiamare la polizia (non ho il cellulare). Ma loro mi sono venuti dietro. Io ho sentito dei rumori dietro di me e, appena mi sono girato, il più giovane del gruppo, avrà avuto 30-35 anni, mi ha dato un pugno al volto, rompendomi gli occhiali. L’asta laterale mi ha ferito al bordo dell’occhio. È stata davvero una brutta scena e il colpo è stato violentissimo: non mi sarei mai aspettato di ricevere un colpo del genere. Non ci posso ripensare, è stata una violenza gratuita inspiegabile».
A quel punto, don Luciano ha raggiunto il telefono mentre i rom hanno lasciato la chiesa. «Ho parlato con la polizia, che però in quel momento era occupata, e così mi ha mandato una pattuglia dei carabinieri». Il sacerdote ha raccontato ai militari dell’Arma, giunti poco dopo sul posto, tutta la sua versione dei fatti. I rom nel frattempo sono spariti. «Ma non sarà difficile rintracciarli: sono sempre qui, ormai sono stanziali. Io li vedo passare ogni giorno più volte: alle 7, alle 12, poi alle 15.30 (e in quella fascia oraria io sono stato aggredito) e infine alle 20-20.30. A quell’ora passano con birre e fiaschi di vino e spesso si vede che hanno alzato un po’ troppo il gomito. Credo che abitino dalle parti dei cimiteri della Misericordia, ma non sono gli stessi che stanno ai semafori a lavare i vetri».
Il parroco è sconvolto e ha già avvisato il vescovo dell’accaduto.
«Sono molto dispiaciuto - dice con voce abbattuta - Qui, nella mia parrocchia, abbiamo sempre accolto tutti, aiutiamo volentieri i senza dimora e i nomadi anche con raccolte di vestiti e cibo, e questa reazione davvero non me la spiego e non l’accetto. Le porte della chiesa sono spalancate per chiunque abbia bisogno», dice don Luciano.
Intanto il parroco ha presentato denuncia ai carabinieri che ora stanno indagando sul caso. «Credo sia giusto denunciare i fatti perché voglio avvisare dell’accaduto i miei confratelli - conclude don Luciano - così che possano tenere gli occhi aperti. È bene che cose del genere non accadano più anche per le conseguenze che portano. Io ora ho paura».
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