Il Tirreno

Livorno

Rifiuti, protesta davanti alla Lonzi

I comitati ambientalisti chiedono più trasparenza sui processi di smaltimento

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LIVORNO. «Più trasparenza nella differenziata: meno sprechi, più lavoro». Circa 70 persone, appartenenti ai comitati “Precari e discoccupati” “No Inc”, e Vertenza Livorno, si sono presentate ieri mattina davanti alla Lonzi Metalli con questo striscione. La protesta è andata in scena con lo scopo di «portare all’attenzione della città il sistema dei rifiuti livornese».

«In seguito ai risultati della differenziata porta a porta - si legge nel volantino congiunto dei comitati - e alla positiva intenzione di estenderla a tutta la città, vorremmo delucidazioni su aspetti che non riusciamo a comprendere, e proporre soluzioni per noi necessarie. Prima di tutto - prosegue la nota - ci chiediamo quale sia stata e quale si stima possa essere la ricaduta occupazionale sul territorio. Negli altri comuni i dati parlano chiaro: c’è una diretta proporzionalità fra il numero degli occupati e quello della popolazione».

I manifestanti, che per alcuni minuti hanno bloccato l’accesso dei mezzi all’interno dello stabilimento della Lonzi, pongono altre domande: «Cosa sta succedendo a Livorno? Chi sta guadagnando dalla pratica che dovrebbe essere il connubio perfetto fra tutela della salute e del territorio, occupazione e reddito? La municipalizzata Aamps, sprovvista di una piattaforma di stoccaggio e di un biodigestore per il compost, è in grado di sopperire al fabbisogno di un’intera città con il porta a porta? Già ora - aggiungono i comitati - la mancanza d’impiantistica fa sì che i soliti noti del mondo dei rifiuti siano attori principali dello smaltimento e grandi beneficiari della vendita di materiale da riciclo». E ancora: «Come possiamo sperare nella chiusura dell’inceneritore, se il Comune non investe realmente sul sistema integrato dei rifiuti nell’ottica dell’adesione a “Rifiuti Zero”?».

I comitati si dicono infine «preoccupati per la gestione affidata alla ditta nota per aver subìto 7 incendi in 11 anni: chiediamo maggiori controlli e un’ispezione per garantire che non ci siano situazioni che possano provocare danni alla salute dell’ambiente e della cittadinanza». (g.c.)

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