Rifiuti, protesta dei comitati all’ingresso della Lonzi Metalli
Vertenza Livorno, “No Inc” e Comitato precari e disoccupati hanno impedito per alcuni minuti l’accesso dei mezzi all’interno della ditta, chiedendo spiegazioni sullo smaltimento dei rifiuti
LIVORNO. Manifestazione di protesta, nella mattina di sabato 8 marzo, davanti alla Lonzi Metalli, da parte del Comitato "No Inc", Vertenza Livorno e Comitato precari e disoccupati. Come spiegato in una nota, l'iniziativa ha lo scopo di "portare di nuovo all'attenzione della città il sistema di rifiuti livornese".
"In seguito agli eccezionali risultati - si legge nel volantino congiunto di Comitato "No Inc", Vertenza Livorno e Comitato precari e disoccupati - conseguiti in seguito all'introduzione della raccolta differenziata porta a porta e alla benaugurata intenzione di estenderla a tutta la città, vorremmo avere delucidazioni su una serie di aspetti che non riusciamo a comprendere e al tempo stesso, grazie alle conoscenze maturate in questi anni, proporre delle soluzioni a nostro avviso necessarie. Innanzitutto - prosegue la nota - in base a quanto riscontrato nelle esperienze virtuose che abbiamo avuto modo di osservare direttamente come Capannori e Gambassi Terme, ci chiediamo quale sia stata e quale si stima possa diventare la ricaduta occupazionale sul nostro territorio. Nei comuni citati i dati parlano chiaro: una diretta proporzionalità fra il numero degli occupati e quello della popolazione".
I manifestanti, che per alcuni minuti hanno bloccato l'accesso dei mezzi all'interno dello stabilimento della Lonzi, pongono alcune domande: "Cosa sta succedendo a Livorno? Chi sta guadagnando dalla pratica che dovrebbe essere il connubio perfetto fra tutela della salute e del territorio, occupazione e reddito? La municipalizzata Aamps, sprovvista di una piattaforma di stoccaggio e di un biodigestore per il compost, è in grado di sopperire al fabbisogno eventuale di un'intera città con la porta a porta? Già adesso - aggiungono - vediamo come la mancanza d'impiantistica faccia sì che i soliti noti del mondo dei rifiuti siano attori principali dello smaltimento e grandi beneficiari della vendita di materiale da riciclo. Come si intende quindi proseguire su questo versante? Come possiamo davvero credere che l'inceneritore sarà finalmente messo in pensione se il Comune non investe realmente sul sistema integrato dei rifiuti nell'ottica dell'adesione (formalmente già firmata quasi 4 anni fa) a Rifiuti Zero?".
I comitati si dicono infine "preoccupati che la gestione della differenziata sia stata affidata alla ditta nota per aver subìto 7 incendi in 11 anni: chiediamo maggiori controlli sulla sicurezza ed un'ispezione atta a garantire che non ci siano situazioni che possano provocare danni alla salute dell'ambiente e della cittadinanza".
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