Il Tirreno

Livorno

«Siamo venuti via, l’Odeon è una rimessa»

di Juna Goti
«Siamo venuti via, l’Odeon è una rimessa»

Gestopark ha alzato bandiera bianca: «Dovevano riaprire piazza Cavour...». Così ora Spil deve gestire direttamente i posteggi

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LIVORNO. «Abbiamo lasciato la gestione dell’Odeon perché il parcheggio non riusciva a decollare. È stata una bella rimessa, poi abbiamo pianificato con Spil un’uscita morbida: cedendo tutte le attrezzature alla società che è subentrata, abbiamo recuperato parte degli investimenti fatti». Dall’altra parte della cornetta c’è Massimo Garrone, presidente della savonese Gestopark, che nel 2012 ha preso in gestione il parcheggio dell’Odeon.

È pacato, corretto ma anche schietto quando spiega perché la sua società, che nel marzo del 2012 aveva firmato con Spil una concessione per gestire l’Odeon per otto anni, ha alzato bandiera bianca dopo poco più di uno. Dal 4 novembre scorso, infatti, il grande parcheggio costato in tutto oltre 20 milioni di euro, è nelle mani di Castimm Srlu. Ovvero una società al cento per cento di Spil, che è sua volta è controllata dal Comune. Perché Gestopark si è chiamata fuori? «Abbiamo molti parcheggi in tutta Italia – dice Garrone – non ne ho mai visto uno così bello, fatto bene e in pieno centro, che proprio non lavora. Lo abbiamo attrezzato con le tecnologie migliori, abbiamo fatto marketing ma niente...».

«Il punto – riprende – è che la struttura ha grossi problemi di accessibilità, è difficile da raggiungere». L’ex gestore racconta che «avevamo fatto un piano della sosta e del traffico per rendere il parcheggio più fruibile. Abbiamo presentato tutto a Spil e ne abbiamo parlato con l’amministrazione comunale: se si fosse riusciti a superare il problema del tappo di piazza Cavour...».

Il riferimento è all’apertura al traffico della piazza, ipotizzata dal sindaco nella campagna elettorale del 2004. «Sì, avevamo chiesto di riaprirla – spiega – perché chi arriva da nord vede il parcheggio a 100 metri ma per raggiungerlo deve fare tre chilometri. Oggi si accede solo da sud e da molte strade non si può transitare. È un bel problema». «Senza i presupposti per sviluppare un progetto diverso – ripete – la nostra presenza lì dentro non aveva più senso: era più giusto che Spil, proprietaria del parcheggio, se ne facesse carico. Nessuno screzio, abbiamo preso atto di una situazione difficile e siamo usciti consensualmente: noi ci siamo presi le nostre responsabilità imprenditoriali per avere sopravvalutato il parcheggio, Spil è stata molto corretta nel dire che forse la miglior cosa era riprenderselo. Magari negli anni riusciranno a ottimizzare i flussi veicolari o a fare un marketing diverso. Noi dal Comune non abbiamo avuto garanzie sufficienti sul al piano del traffico».

Così Spil, che aveva costruito il parcheggio per venderlo e poi aveva deciso di affittarlo, ora si ritrova addirittura a gestirlo. Il direttore Sergio Franceschi, è anche ad di Castimm, società che Spil ha acquistato nel 2010 dal Banco Popolare per un milione e 250mila euro. Un contenitori di immobili nella zona e con terreni ritenuti da Spil «strategici» intorno al parco industriale di Guasticce. Poco prima della chiacchierata con Garrone, arrivata nel tardo pomeriggio, Franceschi parla così del passaggio di consegne: «Abbiamo preferito una soluzione in house, dal momento che ci sono ancora interventi sulla sosta e sul traffico dell'area in attesa di risposte». Anche l'ad parla della necessità di fare una valutazione complessiva sulla viabilità («oggi chi vuole raggiungere l'Odeon fa giri tali…») e sulla sosta lungo i vicini scali («serve una razionalizzazione»). Tutti interventi «che competono all'amministrazione e che non vedranno risposta se non nel medio periodo: così in questa fase abbiamo preferito gestire noi». Gestopark assicurava a Spil almeno un'entrata fissa all’anno. Anche Castimm versa a Spil il corrispettivo di gestione. Ma è un po' come se Spil versasse a sé stessa. Quindi l'attenzione si sposta ancor di più sui ricavi. «Da novembre a oggi – rivendica Franceschi – gli ingressi sono più che raddoppiati rispetto ai primi otto mesi del 2013. Registriamo tra le 80 e le 120 auto a rotazione media». Mentre il dirigente parla, intorno alle 14, il tabellone esterno segna 274 stalli liberi su 334.

«Le presenze scendono all'ora di pranzo, quando gli stalli blu lungo i fossi sono gratuiti – spiega – mentre salgono nei finesettimana e nei giorni di pioggia. Si paga un euro all'ora, quindi con un bel vantaggio rispetto ai fossi. Ed è possibile fare una cheep card con ricarica libera, arrivando a pagare 80 centesimi». «Oggi abbiamo 180 soggetti convenzionati, tra negozi e uffici – sottolinea – ed è in piedi una campagna di marketing che sta dando i suoi frutti». Tutto mentre si tratta ancora per la vendita di gran parte dei box privati e per l’area commerciale nell’ex foyer.

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