Il Tirreno

Livorno

Girano banconote false da 20 euro, c’è un denunciato

Lara Loreti
Girano banconote false da 20 euro, c’è un denunciato

Un caso in un bar in via delle Cateratte e altri episodi in negozi a Fabbricotti. La Finanza: «Fate attenzione, ecco come riconoscere i soldi non autentici»

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LIVORNO. Al tatto sono ruvide, più piccole di quelle vere e sbiadite nel colore. Eppure in tanti ci cascano. Sono le banconote false da 20 euro - le più gettonate dai ladri - che negli ultimi giorni stanno girando in diversi punti della città. I truffatori approfittano della fretta e della distrazione della gente che, soprattutto quando lavora, ha mille pensieri per la testa. E più di un livornese è stato truffato. Ma le forze dell’ordine avvertono: basta stare un po’ attenti e soprattutto far denuncia.

Il primo episodio è successo lunedì mattina (3 marzo) in un negozio in via delle Cateratte. Tutto è nato per una lite accesa per cui uno dei contendenti, un livornese, ha chiamato il 113. In pochi minuti sul posto è intervenuta una volante della polizia che ha trovato i due litiganti. Agli agenti l’uomo ha raccontato che qualche giorno prima aveva ricevuto dall’altro contendente, straniero, una banconota da 20 euro falsa come resto per un acquisto. Sul momento non si era accorto di nulla, poi invece, guardando meglio quei soldi, aveva notato che c’era qualcosa che non andava: quei 20 euro erano falsi. Per questo, successivamente, era tornato nell’esercizio per chiarire la situazione. Ma a quel punto era nata la discussione con il “rivale” , anche perché la controparte negava che quei venti euro fossero suoi. La polizia ha quindi sequestrato i soldi e denunciato lo straniero per la spendita e l’introduzione nello Stato di monete falsificate.

Casi di venti euro falsi sono accaduti anche in un paio di negozi a Fabbricotti. Lo racconta Elena Ceccarini, titolare del centro estetico L’Essenza del Benessere in via Fioravanti. Era martedì quando la commerciante s’è ritrovata in cassa una banconota da venti euro sospetta. «Stavo facendo i conti - dice - quando mi è capitata fra le mani quella banconota di cui non saprei individuare la provenienza. Sul momento non mi ero accorta di niente. Ma poi, quando l’ho vista bene, ho notato che non poteva essere autentica. Al tatto era molto porosa, per niente lucida. E poi, guardandola meglio, mi sono resa conto che era molto più piccola di quelle vere. A quel punto ho fatto un raffronto con un’altra banconota e allora la differenza è emersa schiacciante: era diverso anche il colore». Appurato che si trattava di soldi finti, l’estetista ha eliminato la banconota dalla cassa e ha segnalato subito il fatto alle sue clienti. «Probabilmente qualcuno mi avrà dato quei soldi come resto in qualche negozio senza neanche rendersene conto, come del resto è successo a me. È importante stare attenti perché, parlando con altri colleghi negozianti, è emerso che questo non è il primo caso». Ci sono infatti altri commercianti della zona di Fabbricotti che hanno riscontrato lo stesso problema.

È per questo che i negozianti chiedono alle forze dell’ordine di monitorare i fenomeno.

Le regole per riconoscerle i soldi falsi sono quelle fornite dalla Banca d’Italia. Lo sottolineano gli esperti della Finanza. Ogni banconota ha le sue caratteristiche: nei 20 euro sulla parte frontale c’è una banda argentata che se mossa alla luce mostra il simbolo dell’euro e il taglio (20). Osservando bene i soldi, si notano poi la presenza del filo argentato all’interno, i simboli tipici, poi il tipo di carta, la patinatura e la ruvidezza presente prima della scritta 20, dove c’è un rettangolino grigio. È utile poi il raffronto con un’altra banconota in caso di sospetto e usare le apposite macchinette per il riconoscimento elettronico. In caso di dubbio, è bene sempre chiamare il 117 delle fiamme gialle o altri numeri dell’emergenza.

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