Elisabetta e la filosofia “ikeista”
In prima fila alla festa dell’inaugurazione insieme all’amministratore delegato
PISA.
Elisabetta è un’”ikeista”. La sua passione per l’Ikea non è semplice amore per lo shopping conveniente ma una vera filosofia. Quarantenne, livornese, impiegata, tanti libri sul comodino, fantasia e curiosità per il mondo del commercio. Poi questa “specializzazione” che l’ha portata a visitare praticamente tutti gli store in Italia e molti all’estero. All’inaugurazione di ieri Elisabetta Cicconi non poteva certo mancare e nemmeno poteva arrivare assieme a tutti gli altri, i clienti “normali”. Così si è alzata all’alba ed è riuscita ad aggregarsi al gruppo delle autorità, il gruppo che si è ritrovato alle sette di mattina per una colazione a base di aringhe, vodka e salmone. Le brillano gli occhi perché di questo mondo a lei piace tutto, i colori e gli odori, la filosofia che sta dietro al design e al marketing, il cibo e gli oggetti in vendita, l’arredamento degli store.
Un’appassionata e un’esperta insomma, che conosce prezzi e caratteristiche di tutti gli articoli, che legge tutto quello che viene pubblicato sul suo brand preferito e che naturalmente, quando serve, compra anche. «Quello di oggi è stato un pieno di emozioni, oltre che un bagno di folla davvero divertente... In effetti nonostante questa mia passione non mi era mai capitato di vivere così in prima fila il rito dell’inaugurazione ed è stato davvero spettacolare. Insomma, questi signori dell’Ikea non mi hanno delusa...» dice. E continua: «Per me l’apertura dell’Ikea a Pisa è un sogno finalmente realizzato, dopo anni di pellegrinaggio alla ricerca dell'Ikea più vicina. La mia “prima volta” è stata a Genova e fu amore a prima vista, poi Milano, Brescia, per finire a Rimini, Ancona, poi finalmente ha aperto a Firenze...».
Con senso dell’umorismo e un pizzico di autoironia Elisabetta descrive le “compulsioni” tipiche dell “ikeista”: «Quando dal catalogo o sul web vediamo che sono usciti articoli nuovi la tentazione di andarli a vedere di persona, magari per fare paragoni e confronti, è fortissima. Poi ci sono i riti e i “trucchi del mestiere” Per risparmiare, ovviamente ma anche per giocare...».
Tipo le corse con la macchina per arrivare entro le 10 ed accaparrarsi la colazione a 1 euro con la carta Ikea Family (adesso fino alle 11). «Ma anche correre all'angolo delle occasioni per cogliere le offerte, le ante delle cucine a pochi euro. Diventare dei veri esperti, ritrovarsi a parlare l'Ikenese, con quelle strane parole, Billy, Besta, Pax, Faktum, Rationell, Inreda, Godmorgon, Manstad..., acquisti, provi, se ci ripensi hai 6 mesi per restituire la merce e neppure ti chiedono il perchè...improvvisamente accorgersi di esserne dipendenti ma oramai è tardi». Adesso finalmente il suo paese dei balocchi è qua, pochi chilometri da percorrere e ieri poi ne è valsa davvero la pena. Elisabetta infatti, subito dopo il “taglio del tronco”, ha incontrato l’amministratore delegato di Ikea Italia Lars Petersson e tutto lo staff svedese, ha raccontato loro della sua passione, di come sia ormai una vera esperta anche sul fronte del montaggio. Ci ha guadagnato una visita guidata insieme al super boss e tanti complimenti da parte di tutti i capoccioni, per esempio di Magnus Andersson, store manager.
«Una giornata davvero speciale, sembrava di essere in un villaggio vacanze. Nessuno nega la crisi, ma il segreto di questo marchio è l’ottimismo, qui ti sembra che tutto sia più facile, che con pochi soldi puoi avere cose belle... Un’illusione? Forse, ma io intanto mi sono fatta trasportare, ballando, ridendo, applaudendo, un carico di energia, di ottimismo che ha coinvolto le migliaia di persone ».
Un’isola felice? «Diciamo che ti senti parte di una comunità, di una grande famiglia, protetta, coccolata, sì un’isola felice dove tutto è bello e curato, il parcheggio senza problema, i giardini perfetti, tutto funziona, dove ogni componente risolve i tuoi problemi con un sorriso. C’è chi si rilassa dal parrucchiere, dall’estetista, io mi rilasso qui. E ora che è così vicina ci posso andare in scooter...».
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