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«Il tonfo, l’incidente e l’odissea coi vigili»
LIVORNO. «Non auguro a nessuno una esperienza simile. Oltre allo spavento si è aggiunto il dispiacere per come siamo stati trattati». Lo sfogo porta la firma di Sharon Cocchi, e arriva sul gruppo...
LIVORNO. «Non auguro a nessuno una esperienza simile. Oltre allo spavento si è aggiunto il dispiacere per come siamo stati trattati». Lo sfogo porta la firma di Sharon Cocchi, e arriva sul gruppo Facebook del Tirreno: la ragazza descrive tutta la sua amarezza per quanto è capitato domenica a lei e alla sua famiglia. «Con mio marito Lorenzo - racconta - e la nostra bimba di 7 mesi, stavamo andando da Ideal Bimbo in macchina. Da via De Larderel - prosegue - giunti all’altezza del Cisternone, ci imbattiamo in un cratere. Credetemi, sarà stato profondo almeno 30 centimetri. Mio marito, al volante, è stato costretto a passarci sopra, altrimenti avrebbe causato un incidente con gli altri veicoli. Passando sulla voragine, sentiamo una botta fragorosa, che spaventa da morire la piccola, legata nel seggiolino». Sharon e Lorenzo si accorgono che il passaggio sopra la buca profonda ha causato lo scoppio di uno pneumatico. «Telefono alla polizia - continua Sharon - Mi chiedono se deve intervenire un’ambulanza, ingenuamente dico che non ce n’è bisogno. Così mi passano i vigili. Domando loro se possono intervenire: impossibile, perché tutte le pattuglie sono occupate con la partita del Livorno (solo una era per strada, ma impegnata in un incidente con feriti). Per tutta risposta - prosegue - ci dicono di spostare l’auto. Facciamo presente che siamo in due, con una bambina di 7 mesi, e non riusciamo a farlo. Intanto mio marito comincia a montare la ruota di scorta». Un passante che aveva assistito alla scena (e alla telefonata) suggerisce alla coppia di insistere per un intervento degli agenti, perché altrimenti diventerebbe molto difficile ottenere un risarcimento danni. «Richiamo i vigili, ma l’agente non fa che ripetermi quanto detto in precedenza, perché la nostra non è “una priorità”. Poi la vigilessa aggiunge: “Se andavate piano, la ruota non sarebbe scoppiata”. Così perdo la pazienza, e chiedo di sapere con chi sto parlando, sentendomi rispondere “devo riattaccare perché ho cose più importanti a cui pensare”. Io e mio marito - conclude Sharon - siamo rimasti attoniti per l’intera vicenda». Per la giovane coppia, oltre al danno, si è aggiunta “la beffa”. Sì, perché il giorno dopo (ieri pomeriggio), quel cratere da record è stato “tempestivamente” bitumato.
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