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Ecco il nascondiglio delle moto rubate
I carabinieri hanno trovato nel bosco 9 motocicli I mezzi erano spariti nei giorni scorsi: riconsegnati
LIVORNO. I carabinieri negli ultimi giorni hanno dato esecuzione a una serie di specifici servizi di controllo del territorio volti a contrastare il fenomeno dei furti di autovetture e motocicli.
Il primo importante risultato si è avuto nella notte tra giovedì 27 e venerdì 28 febbraio, con il rinvenimento di ben nove tra motocicli e scooter, tutti oggetto di furto. L’attività, che ha visto impegnati insieme i carabinieri di Livorno e i colleghi della compagnia di Cecina, si è svolta nell’area boschiva del Gabbro, al confine tra i due territori. I militari, nella circostanza, dopo aver setacciato l’intera zona, sono riusciti a ritrovare i nove mezzi, gran parte dei quali, come accertato, erano stati rubati negli ultimi giorni proprio nella nostra città (alcuni anche a Viareggio).
I motocicli, di grossa cilindrata e di diverse marche (tra le quali Yamaha, Kawasaki, Bmw e Suzuki), sono stati trovati nascosti sotto alcune frasche: con tutta probabilità erano pronti per essere caricati su qualche mezzo e, successivamente, trasportati in altre località, anche straniere, per essere riassemblati e poi venduti. I veicoli, inoltre, sono stati rinvenuti tutti in buono stato (solo alcuni erano già privi di targa). Una volta recuperati, i militari hanno poi provveduto a riconsegnare i mezzi ai legittimi proprietari. Le indagini delle forze dell’ordine proseguono ora per arrivare all’identificazione degli autori dei furti.
Proprio ieri il Tirreno si era occupato della sparizione di numerosi mezzi a due ruote di grossa cilindrata. Nei primi due mesi del nuovo anno si sono infatti registrati numerosi furti di moto e scooter.
Dietro ai blitz si celano probabilmente più persone. Per sollevare di peso un bestione di oltre due quintali, chiuso con blocca sterzo, catene e lucchetti, servono almeno tre o quattro individui. Se in più ipotizziamo la presenza di un complice a fare da palo e di un altro membro del gruppo al volante del furgone, tenuto col motore acceso e pronto per la fuga, ecco che si arriva a un gruppo di quasi una decina di criminali.
Una banda tutt’altro che improvvisata, ma al contrario molto ben organizzata: i furti non riguardano solo i mezzi parcheggiati a bordo strada, quindi facili da individuare e prelevare. Alcuni livornesi hanno subìto il furto della moto all’interno di cortili con cancelli automatizzati, dentro giardini privati con recinzioni, o addirittura in garage con saracinesche abbassate.
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