Laureati, sorridenti e gialloblù È la carica dei dipendenti Ikea
La squadra dei neoassunti è pronta per l’apertura del 5 marzo e ha già un record nessuno store in Italia arriva al 45% di “dottori” e la maggior parte sono donne trentenni
PISA. Hanno tutti il loro maglioncino giallo, la loro camicia gialla con le righine blu e i pantaloni blu. Sono la squadra dei dipendenti Ikea. Indossano rigorosamente i colori della Svezia. Le porte dello store ai Navicelli si sono aperte ieri per la prima volta agli “estranei”.
Per la conferenza stampa di presentazione dell’insediamento, ragazze e ragazzi di Ikea mostrano grandi sorrisi. Hanno l’entusiasmo del primo giorno di scuola. Sono pronti per l’inaugurazione del 5 marzo e c’è chi ammette «di essere già un po’ emozionato».
La squadra gialloblù può subito vantare un record: in nessun altro negozio italiano di Ikea esiste una quota di laureati che tocca il 45%. Quasi uno su due. «Negli altri store non ci si avvicina nemmeno, visto che si va da un 25% dei negozio del sud al 5% di Milano», sottolinea Valerio Di Bussolo, responsabile relazioni esterne di Ikea. «Un dato figlio di questo periodo di crisi», commenta centrando il punto. Si pensi che, in media, lo stipendio di un dipendente a tempo pieno è di 1.400 euro lordi al mese, cifra che dimezza per i part-time. E la maggioranza dei dipendenti è proprio part-time (63%).
Qualche numero significativo sullo store dei Navicelli: gli assunti con contratto diretto sono 192. Il 70% a tempo determinato (di cui 10 apprendisti), il resto a tempo determinato: sono tutti trasferimenti interni, ovvero personale già con esperienza per garantire al negozio di funzionare subito in tutti i suoi meccanismi. Dunque, gli assunti “veri” sul territori sono al momento poco più di 130, anche se ai posti di lavoro vanno aggiunti circa 90 addetti delle imprese dell’indotto, tra pulizie, trasporti, montaggi, sicurezza e altri servizi.
E’ il risultato di 28.616 curricula ricevuti, 3.750 interviste telefoniche, 1.300 colloqui individuali. Con una curiosità: 21 persone selezionate hanno rinunciato.
Ma quali prospettive avranno questi part-time? Di Bussolo ricorda che «il personale Ikea a tempo indeterminato è il 95% del totale». Allo store di Pisa questo livello potrebbe essere raggiunto tra due anni, se tutto andrà secondo le previsioni. Ma ancora è presto, aggiunge, per fare pronostico con una certa precisione. Tutto dipenderà, com’è ovvio, dalla risposta dei clienti. Anche per un aumento di personale, cioè altri assunti, non è possibile sbilanciarsi. «Vedremo una volta a regime».
Tra i neoassunti, detto del 45% di laureati, il 55% ha un diploma. La maggioranza è di donne (58%), percentuale simile (57%) di chi ha meno di 29 anni. Complessivamente, la fascia di età 29-35 comprende l’88% di dipendenti; c’è anche un 2% che ha più di 40 anni. Riguardo al settore di destinazione, il 31% è al reparto vendite, il 26% al servizio clienti, il 18% al reparto logistica, il 21% al reparto Ikea food e il 4% nelle altre aree (recovery, manutenzione e altro). Per prepararsi hanno affrontato 33mila ore di formazione, metà in aula e metà facendo esperienza sul campo, in altri negozio Ikea del centro Italia.
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