Italia
Bagni pubblici, progetto a rilento Quando riapriranno?
Per i servizi igienici il Comune aveva ipotizzato restauri e percorsi con il volontariato. Oggi le strutture sono ancora chiuse, ma c’è speranza per quella di via Ginori
LIVORNO. Che fine ha fatto il progetto della riapertura dei bagni pubblici in città? Se lo chiedono i livornesi, da anni costretti a fare a meno dei servizi igienici durante le giornate di shopping in centro, nel corso delle passeggiate sul lungomare, in occasione delle visite a Montenero e così via. Ogni qualvolta il cittadino mette un piede fuori di casa, non sa se e quando potrà trovare una struttura pubblica a sua disposizione.
La mancanza dei celebri vespasiani è ancora più significativa dopo quanto era emerso esattamente un anno fa. Quando cioè da Palazzo civico trapelò la possibilità di una riapertura dei bagni pubblici nel giro di qualche mese. Da febbraio 2013 siamo giunti a febbraio 2014, ma dei servizi igienici non c’è alcuna traccia.
L’idea del Comune, come documentò allora il Tirreno, era quella di riaprire i bagni pubblici tramite accordi con le associazioni di volontariato. L’amministrazione stava pensando da tempo a un percorso per rendere nuovamente accessibili alcune strutture sparse in città, e la soluzione migliore era sembrata quella di affidarne la gestione e il controllo alle associazioni.
Fu persino individuato il primo edificio che avrebbe dovuto fare da “apripista”: quello in via Ginori. Se l’esperimento avesse avuto esito positivo, sarebbe stato poi replicato anche per i servizi del lungomare, a partire da quelli di fronte alla Terrazza.
Ma in tutta la spiegazione il condizionale è d’obbligo, perché ancora oggi quelle strutture hanno la porta sbarrata.
Eppure, in un tempo poco lontano (più o meno fino agli anni ’90) i vespasiani erano sparsi in ogni angolo di città: dalla Terrazza al Parterre, da piazza Magenta ai Tre Ponti, da via Ginori a piazza Aldo Moro. Le strutture, vittime del degrado, della cattiva manutenzione e dei vandalismi, sono state progressivamente chiuse in tutta Livorno.
Così, oggi, i cittadini sono costretti a recarsi nei vari esercizi commerciali e a fare qualche acquisto, non tanto per necessità, quanto per usufruire dei bagni e non rischiare di sentirsi rispondere con un antipatico “fuori servizio” dai gestori dei locali, esasperati dal viavai di persone in cerca di una toilette.
La strada che l’amministrazione pareva pronta a percorrere era quella delle convenzioni con le associazioni di volontariato cui affidare la gestione, la sorveglianza e il controllo delle strutture ripristinate.
Nel febbraio 2013 le tempistiche del progetto non sembravano così lunghe: c’era la speranza di avere i bagni pubblici restaurati già entro l’estate scorsa. È evidente che, probabilmente anche a causa dei continui tagli alle casse dell’amministrazione, le operazioni di ristrutturazione siano andate a rilento.
Oggi, da Palazzo civico, fanno però sapere che i lavori in via Ginori sono terminati, e il Comune è quindi alla ricerca di un soggetto gestore. La speranza dei livornesi è che, per un ulteriore passo avanti per riavere i vespasiani accessibili, non si debba aspettare il prossimo anno...
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