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Vasca-bis per i dragaggi pronta prima del previsto

Vasca-bis per i dragaggi pronta prima del previsto

L’annuncio dell’Authority: a maggio i primi due settori, a dicembre il resto Ma tutto è appeso a un filo: serve un decreto attuativo dopo la scelta sul “Sin”

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LIVORNO. Ormai è un mantra che hanno capito anche i bambini: i dragaggi dei fondali sono assolutamente fondamentali per evitare che il futuro del porto finisca in secca. Ma è possibile farli solo se si sa dove mettere i fanghi che vengono portati via per ridare profondità agli specchi acquei all’interno dello scalo. E se finora è stato un martirio burocratico riuscire a far procedere l’iter, ecco che finalmente arriva una buona notizia da questo fronte delicatissimo: la seconda Vasca di Colmata l’avremo prima del previsto.

Ad annunciarlo è l’Authority, segnalando quanto di fronte agli esponenti del comitato portuale ha detto l’ingegner Giovanni Motta, che a Palazzo Rosciano ha la responsabilità di dragaggi e controlli ambientali: «Le prime due sezioni saranno pronte per la fine di maggio, le restanti quattro sezioni verranno realizzate entro dicembre di quest'anno».

Ma quest’accelerazione è appesa a un filo: deve essere definita una volta per tutte la suddivisione delle competenze fra Regione e ministero, dopo che il 10 dicembre scorso finalmente da Roma era giunto il semaforo verde per la riperimetrazione dell’area che ricadeva sotto i vincoli delle bonifiche del “Sin” ed è passata dalle mani del ministero a quelle della Regione («dopo un lungo e difficile percorso tecnico che si è snodato per oltre due anni»). Cosa manca? Il decreto applicativo, ricorda Motta: finché non ci sarà, «non potremo trasmettere i nostri progetti alla Regione: aspettiamo fiduciosi».

L’annuncio relativo alla Vasca-bis arriva a neanche due settimane dall’ok che, sempre in fatto di dragaggi, era arrivato dal ministero riguardo all’escavo del lato nord del molo Italia. Importante perché prepara il terreno – anzi, il fondale... – allo spostamento del terminal Cilp al molo Italia lasciando l’Alto Fondale al raddoppio del terminal crociere (che fra qualche giorno la delegazione dell’Authority metterà in vetrina al Seatrade di Miami, la fiera croceristica numero uno al mondo, cercando di recuperare il tonfo record dello scorso anno).

L’appalto per realizzare la Vasca-bis era stato aggiudicato alla fine del settembre 2011 a Sidra (Società italiana Dragaggi) e Pietro Cidonio spa. Ma , tanto per capire che in questo campo, non c’è mai niente che fila liscio, solo per arrivare alla consegna delle “chiavi” dell’appalto c’erano voluti quasi sette mesi.

Come quella precedente, anche la Vasca-bis è uno spazio sottratto al mare creando un grosso argine che delimita appunto la “vasca” all’esterno della Darsena Toscana: estesa 370mila metri quadri e capace di accogliere un milione e mezzo di metri cubi di fanghi.

Due dei sei settori della Vasca-bis «a partire da maggio prossimo» potranno assorbire «i 400 mila metri cubi di sedimenti che verranno dragati per portare a meno 13 il lato nord del Molo Italia». Nel resto degli spazi disponibili dell’infrastruttura – da completare per dicembre, come detto – potranno essere sversati i fanghi di altri due “capitoli” della telenovela dragaggi: i 600mila metri cubi derivanti dall'escavo della Darsena Toscana («le caratterizzazioni sono già state fatte, il progetto di dragaggio sarà pronto a breve») più i 400 mila metri cubi del dragaggio dell'Imboccatura Sud.

E se il tempo contrattuale per completare i lavori è stabilito in 30 mesi, cioè verso la fine del prossimo anno. Al di là della scadenza nero su bianco nel contratto, i tecnici dell’Authority fin dall’inizio avevano detto che i lavori sarebbero stati ultimati «non prima della metà del 2015».

Adesso ecco che dal quartier generale dell’Authority si canta vittoria perché la fine dei lavori arriverà «con un anno di anticipo rispetto a quanto previsto nel contratto stipulato». E questo «nonostante i mille lacci e lacciuoli burocratici che ogni giorno frenano la nostra attività», aggiunge Motta.

Secondo Palazzo Rosciano, l’accelerazione è stata possibile in virtù delle «due varianti fatte approvare dai tecnici dell'Autorità labronica».

L’altro dragaggio sulla rampa di lancio è quello del lato nord del molo Italia: ora siamo pronti, ripetono da Palazzo Rosciano. Ma, per mettere i puntini sugli “i”, l’ingegner Motta precisa che il decreto autorizzativo del ministero dell'ambiente «è arrivato la scorsa settimana, ben nove mesi dopo dalla presentazione del nostro progetto esecutivo», presentato nel maggio scorso. Ora l’Authority ha le carte in regola per far partire la gara pubblica. In concreto: «Contiamo di iniziare i lavori a luglio», segnala Motta.

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