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«Ciao babbo, ti ameremo sempre»
La lettere delle figlie: ti è stata negata la gioia di vedere i tuoi nipoti crescere
LIVORNO. «Ciao babbo, è passato un anno da quel maledetto giorno dove ti è stato negato di continuare a vivere». Inizia così la lettera che Claudia e Giada Costanzo hanno scritto al padre Claudio a un anno dal suo assassinio e firmata con la mamma Bruna e i nipoti Michael, Greta e Rachele.
«Il dolore - si legge nelle due paginette scritte in corsivo su un foglio a quadretti - si fa sentire sempre di più ogni giorno e la tua assenza è incolmabile. Sei stato proibito di tutto, della vita, della gioie, dei dolori e soprattutto della gioia di vedere crescere i tuoi nipoti. Ricorda babbo, ti ameremo sempre e sarai sempre nei nostri pensieri ma soprattutto nei nostri amori. Ogni giorno parliamo di te, ti vogliamo bene e ci manchi».
Ieri mattina le figlie del carpentieri si sono presentate in Tribunale con uno striscione con la foto di Claudio Costanzo e la scritta: «In ricordo di nostro padre, confidiamo in una giusta condanna».
Alla fine la condanna nei confronti del presunto assassino è arrivata.
Spiegava Claudia dopo la lettura della sentenza con la quale il giudice ha condannato Alfredo Andreucci a 30 anni di carcere. «Ora pagherà per quello che ha fatto».
Ma nel giorno del primo giudizio c’è spazio anche per uno spiraglio di perdono in mezzo alla rabbia. «Lo sa - spiegava l’ex moglie della vittima pochi minuti prima della lettura della sentenza vicino all’aula al primo piano - che nonostante quello che ha fatto provo pena per quell’uomo? Soprattutto per la sua famiglia e per quello che hanno subito e dovranno subire».
(f.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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