Italia
Duemila morosi perché hanno perso il posto di lavoro
LIVORNO. «La situazione psicologica di chi perde il lavoro e con esso la casa è disastrosa: e quando non si ha più di che mangiare, dove dormire e magari ci sono anche dei figli da accudire si può...
LIVORNO. «La situazione psicologica di chi perde il lavoro e con esso la casa è disastrosa: e quando non si ha più di che mangiare, dove dormire e magari ci sono anche dei figli da accudire si può arrivare a fare gesti estremi»: non usa mezzi termini Vincenzo Simoni, presidente nazionale dell'Unione inquilini, durante il coordinamento regionale che si è tenuto proprio negli uffici del sindacato livornese.
Si chiama “morosità incolpevole” e colpisce più di 15.000 cittadini toscani, oltre 2000 solo a Livorno: «La crisi economica ha prodotto un caos, sempre più famiglie non possono più pagare l'affitto ma le amministrazioni sono rimaste indietro- continua Simoni- anche se dal 2012, con la legge regionale 75 che prevede l’acquisizione degli alloggi sfitti con adeguato indennizzo e l’utilizzo creativo di edifici pubblici inutilizzati, gli strumenti legislativi ci sarebbero». E allora perché questo immobilismo, anche nei comuni che hanno attivato commissioni ad hoc? «L'ostacolo è etico-sociale- spiega ancora Simoni- dal momento che non si assume per gli sfrattati l’obbligo di soccorso, analogo a quello che scatta in occasione di disastri naturali, poiché non si capisce come la perdita del lavoro diventi dramma totale». Dramma che Daria Faggi, responsabile dell'Unione inquilini di Livorno, conosce fin troppo bene: «In altre città, come Pisa e Firenze, i prefetti hanno almeno sospeso gli sfratti permettendo la predisposizione di un piano casa; qui a Livorno invece- continua- il dialogo col prefetto è stato difficile, anche se sembra che ci siano prove di comunicazione in corso». E se da una parte sembra esserci di che ben sperare, dall'altra si delineano nubi all'orizzonte dell'apposita commissione: «Nonostante le nostre reiterare richieste per avere certezza delle risorse a disposizione secondo il “Piano casa” approvato all'unanimità in consiglio comunale (riserva alloggi Erp al 30%, in aggiunta agli alloggi di Erp e Edilizia popolare convenzionata assegnabili a famiglie in posizione utile in graduatoria, case dell'agenzia affitti da dare provvisoriamente, strutture di emergenza abitativa plurifamiliari, vecchi alloggi vuoti in attesa che partano i lavori dei Piani di recupero) a oggi niente è stato messo a disposizione da una commissione che non può dunque progettare nessun percorso e che resta nuda. E lo sarà di più se, dopo il pasticciaccio dei punti scippati fuori tempo massimo dalla Commissione assegnazione alloggi Erp (da cui sono stati epurati i sindacati casa) dovessero partire i ricorsi al Tar per la sospensiva». Ricorsi che, ad oggi, l'Unione inquilini conferma essere partiti.
Maria Giorgia Corolini
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