Il Tirreno

Livorno

Il glicine è salvo: sarà soltanto potato

Il glicine è salvo: sarà soltanto potato

I vigili fermano l’intervento sui fossi e multano per occupazione del suolo pubblico la ditta incaricata dalla Port Authority

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LIVORNO. Lo storico glicine sui fossi è salvo. L’intervento sulla maestosa rampicante, nata oltre mezzo secolo fa sotto gli scali Manzoni, previsto per ieri mattina, è stato infatti rimandato in extremis. Ma soprattutto, è stato anche “ridimensionato”. Nei prossimi giorni non ci sarà l’abbattimento della pianta, ma solo una potatura, come spiegato dai rappresentanti della Autorità Portuale giunti sul posto nel corso della mattina.

Il rinvio, come informa l’Authority, nasce dal fatto che la ditta che avrebbe dovuto eseguire le operazioni aveva sì predisposto i cartelli di divieto di sosta nel parcheggio sovrastante, ma era sprovvista di alcune autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico. Come riferito dal Comune tramite una nota, «la polizia municipale è intervenuta per verificare la regolarità dell’intervento dopo la segnalazione del Tirreno», rilevando la mancanza delle autorizzazioni.

Probabile quindi che, senza l’interessamento del nostro giornale (che ha raccolto l’appello dei proprietari della ditta di rimessaggio barche presente accanto alla pianta) e la mobilitazione di tantissimi cittadini (è nato anche un gruppo su Facebook con oltre 500 iscritti in un solo giorno), l’intervento sarebbe stato eseguito. Invece, la pianta rampicante è stata risparmiata.

Dopo la verifica dei vigili urbani, agli operai incaricati dell’Autorità Portuale non è rimasto altro da fare che rimettere gli attrezzi a posto e andarsene. Il tutto davanti a decine di livornesi che si erano radunati sui fossi incuriositi da quanto stava accadendo. Non solo: gli addetti ai lavori hanno rimediato una contravvenzione da parte della polizia municipale per l’occupazione del suolo pubblico. Gli operai hanno provato a evitare la multa dicendosi disposti a pagare la tariffa per il parcheggio, ma gli agenti sono stati inflessibili.

Ieri l’amministrazione comunale, tramite una nota, ha precisato di non avere alcuna competenza su questa intricata vicenda: «L’area del glicine - spiegano da Palazzo civico - è di proprietà della Port Authority e non del Comune. La competenza è quindi della Capitaneria di Porto, perciò non è l’Ufficio Parchi del Comune che effettua l’intervento o la potatura. Gli agenti della polizia municipale hanno controllato la presenza o meno delle autorizzazioni e accertarsi che la potatura non superasse i 10 centimetri di diametro della pianta. Per qualsiasi potatura di dimensione superiore, infatti, si deve chiedere il permesso all’Ufficio Regolamento del Verde del Comune».

L’Authority, dal canto suo, prova a fare chiarezza sul tipo di intervento che sarà effettuato in futuro: «Il glicine non verrà abbattuto, ma semplicemente potato. L’obiettivo è liberare dalla pianta rampicante la struttura portante sotto cui sorgono i circoli nautici titolari della concessione della zona. Il ripiano cui si è abbarbicata negli anni la pianta è fatiscente e potrebbe cedere da un momento all’altro, con grave pericolo per i frequentatori degli stessi circoli. L’Authority provvederà a potare parte del glicine e a demolire la struttura portante che, se richiesto dai titolari delle concessioni sugli scali Manzoni, verrà sostituita con un nuovo ripiano di sostegno».

Ma Giulio Pietra Caprina e Diego Bertocchini, i due titolari dell’attività di rimessaggio barche “Sempre a galla Snc”, confermano quanto già raccontato nello scorso weekend: «A noi - dicono in coro - avevano chiaramente parlato di abbattimento del glicine. Per la tettoia - aggiungono - non sarà affatto un problema. Noi l’abbiamo trovata così due anni fa, quando abbiamo preso in affitto il fondo. Se pericolosa, o abusiva, è giusto che sia tolta. Vedremo se metterne una nuova a nostre spese. L’importante è che il glicine sia salvo».

Giorgio Carlini

Alessandro Guarducci

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