Il presidio
Ore 19.30: stop a musica e sballo
Il rave è terminato con 12 ore di anticipo. Oggi sopralluogo per verificare i danni
LIVORNO. Alla fine lo sballo è durato circa 12-15 ore meno del previsto. Il rave party cominciato tra la notte di venerdì e la mattina di sabato, nel capannone occupato in località Biscottino, è terminato ieri sera, poco prima dell’ora di cena.
Fin dalla prima mattina di domenica, per la verità, la maggior parte dei 1500 giovani arrivati da tutta Italia ha iniziato lentamente a abbandonare lo stabilimento, che appartiene a un gruppo pubblico-privato formato da Aamps, Comune di Collesalvetti e dal gruppo Btt (dovrebbe ospitare un’attività di smaltimento rifiuti dal giugno prossimo).
La musica è comunque proseguita fino al primo pomeriggio, quando all’interno del capannone sono rimaste alcune centinaia di persone. All’esterno, per tutta la notte e durante l’intera giornata, si sono alternate alcune pattuglie dei carabinieri e della guardia di finanza. Nella notte tra sabato e domenica ci sono stati anche alcuni interventi delle ambulanze, giunte all’ingresso dello stabilimento per soccorrere alcuni giovani che avevano accusato malori a causa dell’alcool.
Intorno all’ora di pranzo, nel momento in cui c’è stata l’uscita massiccia di gruppi di ragazzi che si sono incamminati lungo l’Arnaccio, si è alzato in cielo anche un elicottero dei carabinieri per vigilare dall’alto sull’esodo dei partecipanti al rave.
Alla sera rimanevano solo alcune decine di sbandati, molti dei quali incapaci anche solo di alzarsi per abbandonare il capannone. Le forse dell’ordine hanno aspettato pazientemente che anche gli ultimi “irriducibili” uscissero dai locali, per poi chiudere i cancelli con i sigilli. Alle ore 19.30 lo stabilimento, tenuto “in ostaggio” per due giorni, è stato ufficialmente liberato. Ma la struttura non è ancora rientrata in possesso dei legittimi proprietari. Stamattina, infatti, è previsto un sopralluogo delle forze dell’ordine e dei rappresentanti del gruppo Btt, durante il quale sarà constatata l’entità dei danni all’interno degli uffici e dei magazzini. Già nella giornata di sabato il Tirreno aveva documentato i primi vandalismi nel piazzale e all’interno del capannone: rifiuti vari per terra, scritte sui muri, bicchieri e bottiglie nei wc, archivi devastati. I proprietari del capannone hanno già annunciato iniziative legali, almeno nei confronti dei giovani identificati dai carabinieri (si parla di circa 200 persone): gli occupanti rischiano una denuncia per violazione della proprietà privata. (g.c.)
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