Il presidio
«Un Museo della Città per rilanciare l’arte»
In commissione l’assessore Tredici conferma l’idea per “svelare” i depositi di Villa Mimbelli
LIVORNO. «I depositi del museo Fattori di Villa Mimbelli sono in buone condizioni, situati in ambienti idonei e monitorati dalla Sovrintendenza. La visita ha constatato un buono stato di manutenzione». Le parole dell’assessore alla cultura Mario Tredici aprono la settima commissione consiliare, chiamata ieri a riferire sugli esiti prodotti dalla visita ai depositi del museo Giovanni Fattori di Villa Mimbelli. Visita che gli stessi membri della commissione hanno effettuato il 5 dicembre, osservando il piccolo tesoro custodito nella pinacoteca del museo: circa 2600 pezzi, tra opere d’arte e oggetti.
«Le precedenti amministrazioni hanno valutato l’ipotesi di esprime il potenziale della collezione conservata – continua Tredici – attraverso la costituzione del Museo della Città. Un contenitore nuovo, in corso di costruzione: un modo di raccontare la città e la sua storia». Poi aggiunge: «La generalità dei musei ha una grande quantità di oggetti conservati: rappresentano la maggioranza delle collezioni, ma ne viene esposta una quota sempre molto piccola. Le amministrazioni negli ultimi 10 anni hanno organizzato mostre a rotazione che hanno permesso alla cittadinanza di visitare questo potenziale. Ora stiamo organizzando una mostra grafica per maggio».
In sala, Tiziana Bartimmo (Rifondazione) esprime il dispiacere per la quantità di oggetti che non può essere fruita dal pubblico: «Livorno è una città che ha bisogno di essere valorizzata: questi oggetti dovrebbero essere mostrati a chiunque, in un’ottica di percorsi turistici». Mambrini (Pd) apre a nuove soluzioni: il rilancio culturale il coinvolgimento dei cittadini potrebbero essere favoriti da una maggiore presenza sul web di siti informativi e blog. È il turno di Giannini (Sel): «Il livello di custodia delle opere è positivo, ma l’arte deve essere esposta: questa è l’unica funzione del museo». Dello stesso parere Ciacchini (Pdl-Fi) e Terreni (Pd) che polemizza, parlando di «scarsa managerialità e di una gestione fiacca che, negli ultimi 15 anni, ha provocato una riduzione delle presenze all’interno del museo, con un incasso al di sotto dei 60 mila euro a fronte dei 600 mila presi, ogni anno, dal bilancio. Dopo la mostra degli Etruschi del 2009 – conclude Terreni – questi oggetti non hanno più trovato esposizione».
Il Museo della Città dovrebbe sorgere entro fine anno nella zona Logo Pio-Bottini dell’Olio. «Per tenere aperte le mostre – risponde l’assessore Tredici – occorrono molti soldi: non possiamo sperare nei finanziamenti pubblici che negli ultimi 4 anni hanno subìto una forte calo, passando dai 100 mila euro del 2008 ai 2500 euro di quest’anno. Solo gli apparati che si reggono su finanziamenti privati continuano ad avere possibilità». Poi ribadisce: «Il Museo della Città è la risposta migliore: stiamo costruendo una casa nuova dove collocare tutte le collezioni».
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