Il Tirreno

Livorno

Il centro commerciale venduto per 47 milioni

di Juna Goti

Igd cede la galleria delle “Fonti del Corallo” a un fondo immobiliare manterrà la gestione degli spazi e la proprietà dell’ipermercato Coop

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LIVORNO. La galleria commerciale delle fonti del Corallo passerà nelle mani di un fondo immobiliare per 47 milioni di euro.

La notizia è saltata fuori a sorpresa ieri mattina, dopo che Igd Siiq Spa – la potente immobiliare italiana delle coop – ha firmato un accordo preliminare di vendita con un fondo riservato gestito da Bnp Paribas Reim Sgr. Ovvero la società di gestione del risparmio, controllata al cento per cento dalla Bnp Paribas Sa, che ha sede a Parigi.

La vendita della galleria, 7300 metri che si affacciano su Porta a Terra, è prevista entro il 28 febbraio. Ma dopo il passaggio di proprietà, chiariscono dalla società, «Igd manterrà la titolarità del ramo d'azienda e la gestione». Oltre che la proprietà degli 8500 metri che ospitano gli scaffali dell’Ipercoop di Unicoop Tirreno. «Per gli operatori, per chi ha già un negozio in affitto o volesse affittarlo, non cambierà nulla», si affrettano a sottolineare da Igd. Anche perché il compratore è di fatto un investitore finanziario che si affida all’Immobiliare grande distribuzione per la gestione degli spazi. Per quanto? Il contratto di affitto varrà 12 anni, rinnovabile per altri 15. «Questo accordo – scrivono da Igd – consentirà di mantenere inalterato il network di centri commerciali gestiti, di cui Fonti del Corallo rappresenta un centro di primaria importanza».

Ma perché Igd, che a Livorno tiene anche il timone della mega operazione di Porta a Mare, ha deciso di cedere la galleria? «La vendita a un primario investitore istituzionale alla ricerca di rendimenti costanti nel lungo periodo – scrive l’amministratore delegato Claudio Albertini – rientra nel programma di cessioni previsto nel Piano industriale 2014-2016, con l'obiettivo di ottimizzare la nostra struttura finanziaria». «Il valore di cessione – aggiunge – è in linea con il fair value stimato dal valutatore indipendente al 30 giugno 2013, a conferma del lavoro svolto in questi anni per mantenere un'elevata qualità degli immobili di proprietà».

Si scopre così che la cessione della galleria livornese è la prima mossa di un piano approvato a dicembre che prevede in tutta Italia, spiega Albertini, «dismissioni per 190 milioni per finanziare un corposo piano di investimenti di circa 195». Obiettivo: «Finanziare i progetti in cantiere senza far aumentare l’indebitamento».

Tra gli investimenti di cui parla il dirigente c’è anche Porta a Mare. L’operazione che sta trasformando l’area dell’ex Cantiere è in mano a Porta Medicea, società figlia di Igd e partecipata da Cmb di Carpi. Per ora sono stati costruiti gli appartamenti che si affacciano su piazza Mazzini e la prima area commerciale, dove in primavera sarà inaugurata una Coop. Ma l’intervento è molto più ampio, abbraccia un’area di 70mila metri progettata intorno a un porto turistico con 700 posti barca, per un totale di oltre 200milioni di investimento.

La domanda sorge spontanea: la vendita della galleria serve in parte a finanziare il completamento di Porta a Mare? «Quell’operazione – risponde Albertini – si autosostiene, stiamo parlando di una società a parte, di cui siamo soci all’80 per cento, che ha un capitale rilevante, circa 60milioni, e linee di credito autonome». «Si sta finanziando – aggiunge – anche con la vendita degli appartamenti ultimati: lo scorso anno abbiamo venduto 18 dei 70 costruiti in piazza Mazzini, sono in corso trattative per altri 5, abbiamo venduto e affittato uffici nel Palazzo Orlando e in estate dovrebbe partire il cantiere delle Officine storiche. Quindi Porta Medicea si autosostiene e questa dismissione non è finalizzata a sostenere l’investimento di Porta a Mare, ma di un più ampio piano di investimenti».

Certo di quel piano, Porta a Mare è un tassello importante. Lo dicono le carte di Igd dove si legge che sono previste «dismissioni per 190 milioni di euro, di cui 150 da cessioni e 40 da vendite del progetto Porta a Mare». Il tutto, si legge ancora, per finanziare «un piano di investimenti per 200 milioni di euro, di cui circa 110 relativi ad ampliamenti sul portafoglio esistente», attraverso il restyling dei centri già in piedi, e 85 milioni per «nuove aperture di centri con potenzialità sul territorio e progetti di sviluppo innovativi già avviati, quale Porta a Mare».

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