«Se mi chiamano sono pronto»
Centrodestra, il giudice De Carlo: mi candiderei da indipendente con una lista civica
LIVORNO. «Sto aspettando che mi dicano se mi vogliono come candidato: io sono pronto a partire, ma siachiaro che non chiedo nulla...». Dall’altra parte della cornetta c’è Ugo De Carlo, già giudice al tribunale di Livorno, magistrato del Tar Toscana. È a lui che, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, l’ala più moderata del centrodestra e il mondo cattolico pensano come possibile candidato a sindaco.
Candidatura che ieri ha incontrato la frenata del senatore Matteoli: «Fa piacere – ha scritto – che il giudice aspiri a diventare il candidato del centrodestra, vuol dire che ha cambiato opinione su di noi... ma certe decisioni si prendono negli organi di partito». Oggi De Carlo controbatte e conferma la disponibilità a mettersi in gioco. «Non voglio fare polemica con Matteoli», premette mentre si trova sul treno che lo riporta da Firenze a Livorno, «che è ormai la mia città da molti anni» (la moglie è stata anche in consiglio comunale): «Ma sia ben chiaro che io non aspiro a niente. Sono stato tirato in ballo, in molti mi hanno chiesto se fossi disponibile e alla fine ho detto sì». «Mi sono guardato dentro – dice – certe qualità e competenze credo di averle, la politica non l’ho mai fatta per il mio mestiere ma mi è sempre piaciuto seguire le cose, Livorno è ridotta come è ridotta e questa storia delle primarie del Pd è vergognosa, una furbata». Quindi «se mi vogliono mi metterò in aspettativa prima della campagna elettorale e poi, che vinca o che perda, mi farò trasferire dal Tar Toscana, perché un giudice deve apparire indipendente, non solo esserlo».
De Carlo chiarisce che si farà avanti solo se sarà il centrodestra a chiederglielo («non sono un velleitario») e come «candidato indipendente con una mia lista civica vera, che resta in piedi cinque anni, non uno specchietto per le allodole come fecero Guastalla e Taradash». «Non vorrei essere solo il candidato del centrodestra – aggiunge – ma di tutti, quasi una candidatura istituzionale». Parla di una «lista da costruire con il 50% di donne, il 50% under 35 e molti piccoli finanziatori per un massimo di mille euro ciascuno, i primi mille ce li metto io». Di idee sembrano essercene parecchie, a partire dal bacino di carenaggio, su cui il magistrato ha già messo gli occhi. «Sia chiaro – ripete – che non aspiro a niente. Sono una persona realizzata, non ho ambizioni o frustrazioni da compensare con una candidatura. Se serve alla città ci sono. Paolo VI diceva che la politica è la più grande forma di carità: mi piacerebbe provare a cambiare le cose».
Ora sta ai partiti del centrodestra, soprattutto a Fi. Nel finesettimana De Carlo potrebbe incontrare il coordinatore, forse anche Matteoli. Ma tra gli iscritti è sempre più insistente la voce che alla fine possa essere lo stesso coordinatore Fi, Paolo Barabino, a scendere in campo in città. (j.g.)
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