Il Tirreno

Livorno

Diffida del centro democratico

«Lamberti non usi il simbolo»

«Lamberti non usi il simbolo»

L’ex sindaco non sarebbe iscritto: volano minacce di querele

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LIVORNO. «Non è neppure iscritto, lo diffidiamo dall’usare nome e simbolo del partito». Ha dell’incredibile lo scontro che si acceso tra i vertici di Centro democratico e l’ex sindaco Gianfranco Lamberti. Scontro che ora rischia di andare avanti a colpi di querele.

Come raccontato dal Tirreno, sabato mattina Lamberti aveva presentato a nome di Cd, col sostegno del Psi, la candidatura di Gianfranco Morelli alle primarie del centrosinistra. Nel pomeriggio, però, dai vertici locali e nazionali del partito di Tabacci era arrivata la smentita: «Non presentiamo candidati, sosteniamo Marco Ruggeri (Pd)». Il giorno dopo Lamberti aveva convocato i filo-Tabacci livornesi, scritto ai vertici e lanciato un appello al Psi, che alla fine ha confermato il sostegno all’ingegnere.

Ma ora ecco la nota di fuoco da Roma. «La vicenda che in queste ore sta toccando Cd – si legge nel comunicato inviato dall’ufficio esecutivo nazionale di Cd – ci vedrà costretti a tutelare nelle sedi opportune la nostra immagine. Ci vediamo costretti a ribadire una volta di più che il signor Lamberti non è iscritto a Cd e che non comprendiamo come possa convocare una riunione degli iscritti di un partito a cui non appartiene». I toni si alzano. «La vicenda – scrivono dal coordinamento nazionale guidato da Pino Bicchielli – avrebbe dei contorni infantili, se a portarla avanti non fosse un signore che è stato amministratore di Livorno e che non comprendiamo per quali motivi stia utilizzando un simbolo che non gli appartiene e che non ha titolo per utilizzare. L'unica certezza è che si tratta di un comportamento increscioso, che allontanerà ancor più i cittadini dalla politica». «Non conosciamo Morelli – aggiungono – ma una candidatura fondata su documenti falsi inizia male. Se il Psi e il signor Lamberti vogliono portare avanti la candidatura di Morelli lo facciano pure, ma non utilizzino più il nome e il simbolo di Cd». Ed ecco l’ultimatum: «Chiediamo a Lamberti di smentire definitivamente, entro le prossime ore, con una dichiarazione pubblica, qualunque nesso tra le sue iniziative e Cd. Diversamente, insieme al presidente Tabacci, saremo costretti a prendere in esame ogni possibile azione giudiziaria a tutela del buon nome del nostro movimento, fondato sulla serietà dei comportamenti e il rispetto delle regole. Cd a Livorno ha già un coordinatore, Ruben Bianchi, che è l'unico titolato a rappresentare le posizioni politiche del partito in città».

E Lamberti? Dopo una serie di telefonate anche all’assessore regionale Cristina Scaletti («che stimo») ha scritto queste parole: «Il 2 luglio del 2013 ho versato nelle mani del tesoriere di Cd di Livorno 10 euro come iscrizione al partito. Tutto documentato, con le firme necessarie. Poi, mi viene detto, che quei 10 euro sono stati utilizzati per l'acquisto di detersivi per la pulizia della sede di Confronto-Cd». Per l’acquisto di detersivi...?

«Non è accettabile – va avanti – alcuna censura nei miei confronti da nessuno, men che meno da Bicchielli. Ognuno ha la sua storia politica ed etica. Così come non è accettabile ed è offensivo non riconoscere e non ricordare la figura dell'ingegner Morelli, che insieme a Tabacci e a Scaletti ha partecipato e contribuito ad iniziative a sostegno della candidatura sua e degli altri esponenti di Cd alle politiche. Bicchielli non ricorda che Morelli era tra i candidati alla Camera di Cd, inaudito». «Mi riservo – dice anche lui – ogni tutela in ogni sede e valuterò con i miei amici di Confronto e Cd le iniziative da assumere». Poi riconferma «la mia determinazione ad appoggiare Morelli». «La risibilità della cosa – aggiunge poi a voce – è talmente sproporzionata che è evidente che il problema non sono io. Obiettivo di questa iniziativa spropositata è il Pd: si cerca di inficiare il percorso che ha avviato e le scelte che ha fatto».(j.g.)

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