Il Tirreno

Livorno

Ai genitori di Marta i soldi della solidarietà

di Federico Lazzotti

Consegnati oltre 1300 euro raccolti dopo la scomparsa della piccola. Il padre: grazie a tutti

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LIVORNO. La gara della solidarietà nel nome di Marta, la bambina infinita scomparsa mercoledì prima di compiere 5 anni, ha raggiunto il primo traguardo.

Ieri mattina, infatti, al negozio Nuova Moto di via Paoli è avvenuta la consegna del denaro raccolto nei giorni scorsi grazie alle donazioni di amici di famiglia e soprattutto di gente comune, che si è commossa davanti a questa tragedia.

L’iniziativa era stata lanciata all’indomani della scomparsa della piccola sul gruppo Facebook “Sei livornese se...”. Tra giovedì e sabato scorso sono stati un centinaio le persone che sono entrate in negozio per lasciare un’offerta. «Abbiamo raccolto oltre 1350 euro», spiegano dal negozio.

Il denaro ieri mattina è stato consegnato al papà della piccola Marta. «Claudio, il proprietario del negozio - spiega Marco Camatari - mi ha fatto trovare una busta con dentro il denaro e un foglio con la lista di tutte le persone che hanno contribuito a farci questo regalo. Ecco - va avanti - vorrei ringraziale una ad una. Questi soldi ci fanno molto comodo, anche perché io e mia moglie Silvia da due anni siamo senza lavoro e abbiamo altre tre figlie, una di sei anni e due gemelline di 13 mesi».

I primi ringraziamenti per lo slancio di solidarietà nei confronti della famiglia Camatari, li aveva scritti su Facebook la nonna della piccola, Paola Maffei. «Voglio ringraziare - ha scritto - tutti voi amici da parte mia e dalla famiglia della piccola Marta della vostra vicinanza a tutti noi, siete meravigliosi grazie di cuore».

Il papà di Marta torna a quello che è avvenuto mercoledì pomeriggio quando la figlia ha avuto l’ennesimo attacco di epilessia. «Marta - racconta - soffriva da quando era piccola di una forma di epilessia molto rara. Di casi simili, in Italia, ce ne sono pochissimi, tanto che doveva essere curata con alcuni farmaci alternativi che bloccavano le convulsioni».

L’ultimo attacco cardiorespiratorio però è stato quello che se l’è portata via. «Eravamo a casa quando si è sentita male - va avanti il papà - avendo fatto per anni il volontario alla Misericordia, il primo a soccorrerla sono stato io. Facendo tutte le manovre di rianimazione ero anche riuscito anche a farle tornare sia il battito cardiaco che la frequenza respiratoria. Poi però durante il trasporto in ospedale ha avuto un altro attacco e nonostante la grande professionalità dimostrata dal personale medico purtroppo non sono riusciti a salvarla».

L’autopsia che è stata svolta sulla bambina, soprattutto per verificare la presenza di malattie genetiche che potrebbero essere patrimonio delle tre sorelline, ha detto che a portarsela via è stato un’edema cerebrale. «Ripeto - conclude il papà - ringrazio tutte le persone che ci sono state vicine in un momento così triste».

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