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«Diamo lavoro e a qualcuno non piace»

«Diamo lavoro e a qualcuno non piace»

Andrea Maci, titolare dell’azienda colpita: aspettavamo una rivendicazione ma per ora non è arrivato niente

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Andrea Maci come ha saputo di quello che era successo alla sede della sua azienda, la E-Repair?

«Mi hanno chiamato nella notte. E poi eccomi qua».

Com’è la situazione all’interno del laboratorio?

«Stiamo facendo la conta dei danni. Oltre alle porte che danno sul parcheggio sono stati danneggiati alcuni macchinari. Più o meno due decimi dell’intero laboratorio. Ma appena i carabinieri termineranno i loro rilievi tecnici metteremo in ordine e per quanto possibile ricominceremo a lavorare».

Due attentati in appena quattro mesi, si è fatto un’idea del perché qualcuno ce l’ha così tanto con voi?

«Intanto c’è chi sta indagando per verificare se c’è un collegamento e un filo logico tra i due episodi. Ad ottobre hanno usato la benzina per dare fuoco al magazzino di nostra proprietà all’interno del quale arrivano i macchinari della Siemens che noi controlliamo e poi spediamo al destinatario. In quella occasione il danno fu di circa 200mila euro».

Da quel giorno avete ricevuto minacce?

«Mai niente. È questo che non capisco. Dopo quello che è successo 4 mesi fa, mi aspettavo che qualcuno rivendicasse l’incendio. Anche perché avremmo capito il movente. Ci avrebbero spiegato quale strada che stiamo percorrendo non piace a qualcuno e perché. Ecco perché non ci resta altro che aspettare il prossimo episodio».

Qual è il clima tra i dipendenti?

«Sono tutti molto choccati per quello che è successo».

Lei ha dei sospetti?

«Siamo trenta e siamo in crescita, ma evidentemente a qualcuno non piace. Francamente non ho idea se possa trattarsi di qualcuno che abita a Livorno oppure di un competitor. La cosa che non capisco e non comprendo è quella di voler far male senza un motivo, ma tanto per fare uno spregio fine a sé stesso».

Che azienda è la sua?

«Siamo una società che produce schede informatiche per muovere macchine utensili. In più abbiamo un magazzino nel quale facciamo la logistica per Siemens: loro ci mandano i macchinari, noi li controlliamo e poi li mandiamo al destinataria. Ma una cosa voglio specificarla: non lavoriamo soltanto per la Siemens. Di questa multinazionale siamo solo i riparatori ufficiali».

Da quanti anni siete nella zona di Coteto?

«Siamo qui dal 2010, prima eravamo in via delle Corallaie. Ma fino all’ottobre scorso non avevamo mai avuto problemi».

Della persona che ha fatto esplodere la bomba ci sono le immagini...

«Sì, le abbiamo consegnate ai carabinieri. A un certo punto, intorno alle 2,15, si vede un ragazzo in jeans e cappuccio nero, ha una busta gialla, accende una miccia e poi scappa».

Siete assicurati?

«Per fortuna sì. I due spazi, sia il magazzino che il laboratorio sono di nostra proprietà».

Federico Lazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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